«Non riusciremo a fermare a lungo i rialzi delle tariffe dei voli in continuità territoriale».

Le parole di Matteo Salvini rappresentano un duro colpo ai sardi e al nuovo modello di continuità, messo in crisi dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dal raddoppio dei prezzi del jet fuel, il carburante per aerei che costa sempre di più e la cui disponibilità è sempre più limitata.

Il ministro dei Trasporti è intervenuto al question time alla Camera per riferire sull’aumento dei prezzi del carburante e, in particolare, sulla crisi del chreosene e le sue ripercussioni sul trasporto aereo.

«Sui collegamenti da e verso la Sardegna, gli operatori stanno sollecitando una revisione al rialzo delle tariffe, come quelle di altre continuità territoriali verso Sicilia, Marche, Calabria, Friuli», ha detto Salvini rispondendo a una interrogazione del gruppo Noi Moderati. «Fino ad oggi siamo riusciti a bloccare gli aumenti per i residenti ma nell’ambito dell’attuale normativa e dei vincoli europei non riusciremo ancora a lungo a sostenere le compagnie aeree che hanno necessità di maggiori costi senza aumentare il costo dei biglietti».

Quanto alle riserve di carburante disponibili, nessun problema fino a maggio, come d’altronde hanno sottolineato diverse compagnie e gli stessi aeroporti: «Non siamo di fronte a un’emergenza che mette a rischio la sicurezza dei voli o la continuità del sistema, il Paese regge. L’operatività dei voli è garantita almeno fino a tutto il mese di maggio, stiamo inoltre monitorando la catena di approvvigionamento per garantire che il sistema continui a funzionare senza interruzioni almeno per tutto il periodo estivo».

Tuttavia, ha spiegato il ministro, «l’Italia dipende in modo significativo dall’estero, quindi è esposta alle dinamiche dei mercati internazionali e ai riflessi delle tensioni geopolitiche».

(Unioneonline/L)

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