Grido d’allarme delle Confcooperative Nord Sardegna sul caro carburante. «Non si tratta di aumenti di qualche punto percentuale: le cooperative di pesca hanno avuto rincari del 100% rispetto a qualche mese fa. Questo è insostenibile», afferma Gavino Soggia, presidente di Confcooperative Nord Sardegna. La richiesta è di interventi strutturali e non di misure tampone.

Tutte le cooperative sono in difficoltà, incluse quelle agricole e forestali, che devono lavorare su territori molto estesi.

Francesco Gaias, presidente della Cooperativa Agricola Forestale Pattadese, rimarca come gli spostamenti gravino sempre più sui bilanci: «La busta paga del personale è rimasta la stessa, mentre i costi aumentano in continuazione. Il carburante ha un peso specifico superiore nei nostri bilanci. L’impresa deve riuscire a tenersi in piedi e a pagare gli stessi operai: questo oggi non è più scontato come un tempo».

Sulla stessa linea anche Gavino Congiu, presidente di Su Pebianu Società Cooperativa Agricola Forestale, attiva su buona parte del territorio regionale. «I contratti stabiliti in precedenza prevedevano determinati importi, mentre i costi sono aumentati in modo esponenziale e continuano a farlo. A queste condizioni, la gestione della cooperativa sta diventando insostenibile».

L’aggravio incide pure sui servizi sociali. Maria Lina Piga, presidente del Consorzio La Sorgente, che rappresenta quattordici cooperative di servizi sociali, mette in risalto le difficoltà degli operatori impegnati nell’assistenza domiciliare che, per lavorare, devono spostarsi ogni giorno: «Stiamo cercando di aiutarli con un riconoscimento chilometrico che nessuno ci rimborsa».

Piove sul bagnato perché a impennarsi sono anche i prezzi dell’energia, del riscaldamento e delle derrate alimentari, con ricadute inevitabili anche sulle rette delle strutture private e, quindi, sulle famiglie degli ospiti.

In grande difficoltà anche la piccola pesca. Pier Giuseppe Diana, presidente della Cooperativa Pescatori Stintino, e Giuseppina Balzano, socia e dipendente della Cooperativa Pescatori Castelsardo, traccia il quadro di chi deve operare a fronte di costi sempre più elevati. «Ci si trova nell’impossibilità di svolgere il lavoro», spiegano, sottolineando come il prezzo del gasolio, arrivato a toccare 1,76 euro al litro, riduca i margini e renda sempre meno conveniente uscire in mare. «Le misure tampone non aiutano e sono tardive: il gasolio è già stato pagato e le spese sono già state sostenute. Era necessario agire prima». Tutte testimonianze che sorgono dall’interfaccia di Confcooperative Nord Sardegna con la propria base associativa e dall’ascolto delle esigenze delle cooperative e che si avvalgono del lavoro nella Camera di Commercio del Nord Sardegna.

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