Altra seduta di ribassi per le Borse europee, strette tra la preoccupazione di un’escalation in Medio Oriente, la corsa dei prezzi del petrolio e i dati sul lavoro americano peggiori delle attese che riportano in primo piano lo spettro della stagflazione.

Il Ftse Mib di Milano, dopo aver toccato un ribasso di oltre il 2%, termina a -1,02%, appesantito in particolare dalle banche, con Mps a -2,7%. Ma se la guerra in Iran pesa sui listini, al contrario mette le ali al petrolio, con il Brent che ha superato la soglia dei 90 dollari al barile (+6,6% a 91,05 dollari) e il Wti a 88,8 dollari (+9,7%).

In rialzo anche il gas a 52,85 euro al megawattora (+4,18%). Il conflitto non sembra potersi risolvere nel breve termine: il presidente Usa, Donald Trump, ha scritto oggi su Truth che non ci sarà alcun accordo con l'Iran se non sulla base di una «resa incondizionata».

Passando all’azionario, pesanti le banche con Mps (-2,7%) di nuovo zavorrata dai dubbi sulla futura governance e soprattutto dal probabile addio dell’ad Luigi Lovaglio, escluso dalla lista del cda. Vendite anche sulla controllata Mediobanca (-2,1%). In coda St (-5,1%) che segue l’andamento del settore tech. Al contrario salgono i titoli della difesa con Leonardo (+3,4%) e Fincantieri (+2,6%) che beneficiano delle ipotesi di una corsa al riarmo.

Sul valutario, le tensioni geopolitiche spingono gli investitori verso i beni rifugio: così il cambio euro/dollaro vale 1,1597. La moneta unica scambia anche a 182,8 yen e il dollaro/yen è a 157,62. In calo del 3,9% il Bitcoin a 68.450 dollari. Sale l’oro a 5.143 dollari l’oncia (+1,15%).

(Unioneonline)

(RADIOCOR) 06-03-26 17:43:00 (0502)NEWS,ENE,PA,IMM,ASS 3 NNNN

 

 

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