Artigianato alimentare sardo, lievitano i costi di produzione: a rischio 2700 imprese
A pesare i rincari generalizzati di materie prime, energia, gas, trasporti e packaging che si ripercuotono sul prezzo finale del prodottoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Lievitano, ma purtroppo ad aumentare in volume e in bontà non sono panini, colombe, pizze, dolci e tutte le altre prelibatezze della food economy della Sardegna. Sono i costi di produzione, dovuti ai rincari generalizzati di materie prime, energia, gas, trasporti e packaging che si ripercuotono sul prezzo finale del prodotto.
L'allarme arriva dalle 2.700 imprese artigiane dell'alimentare della Sardegna, un settore ormai da molti anni messo sotto pressione dall'aumento esponenziale dei costi diretti, che denuncia la pericolosità dell'impatto dell'ennesima crisi negli ultimi 6 anni.
«Molti sono i fattori che impensieriscono le nostre aziende - afferma il presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Giacomo Meloni - ma ciò che oggi crea più preoccupazione è sicuramente il rincaro degli energetici: elettricità e gas in primis ma anche il gasolio per l'autotrasporto. Il settore si aspetta un contraccolpo importante proprio sull'energia. Già nei giorni passati, infatti, le aziende sono state avvertite dai fornitori del fatto che con l'inizio di aprile i prezzi verranno ritoccati al rialzo».
Le imprese del settore utilizzano gas, gasolio ed energia per alimentare forni, macchinari e celle frigo, tutte strumentazioni altamente energivore utilizzate per impastare, dare forma, cuocere, impacchettare e conservare i prodotti senza dimenticare che anche i laboratori hanno necessità anche dell'illuminazione. A questo riguardo gli artigiani alimentari segnalano aumenti del costo del gas con cui si alimentano i forni del +57%, con il combustibile passato, nell'arco di pochi giorni, da 0,70 centesimi a 1,10 euro il metro cubo. Secondo le analisi dell'Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna sui costi dell'energia, le attuali quotazioni dei prezzi alla borsa elettrica preannunciano, infatti, un forte incremento della bolletta elettrica nel prossimo di aprile e nei mesi seguenti. «Situazione analoga all'energia è quella relativa all'aumento dei costi delle materie prime, dei semilavorati e del packaging - riprende Meloni - con il timore che tale condizione possa riversarsi, gioco forza, sui consumatori finali, che stanno già subendo le conseguenze dei rincari generalizzati».
Secondo l'Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, nella produzione dei dolci di pasticceria persistono tensioni sui costi di alcune materie prime, in particolare per il cacao e il cioccolato. A febbraio si registrano rincari significativi per il cacao in polvere (+17,0% su base annua), il caffè (+12,9%) e il cioccolato (+6,8%). Sul fronte dei prezzi al consumatore, a febbraio 2026 il prezzo delle consumazioni di prodotti di gelateria e pasticceria segna un aumento del 3,1% su base annua, su cui influisce l'aumento dei costi. Le stime elaborate dai consorzi energia di Confartigianato ipotizzano per l'energia elettrica un aumento del costo della materia prima che varia, a seconda della tipologia delle aziende, del 7-9% rispetto a gennaio e del 21-24% rispetto a febbraio. In fattura, tenendo conto di tutte le voci (trasporto e oneri di sistema), si ipotizza un aumento finale dal 2% al 3% in marzo (su gennaio) e dal 7% all'11% di marzo (su febbraio).
(Unioneonline)
