Apicoltura, i produttori: «Settore in crisi, accelerare l'iter di approvazione delle nuove norme»
L’appello alla Regione: «Bisogna creare una vera filiera»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«In Sardegna l’apicoltura sta vivendo una situazione sempre più difficile, anche a causa dei cambiamenti climatici e dei lunghi periodi estivi senza fioriture e senza nettare. Oggi, però, abbiamo una possibile soluzione: l’Eucalyptus occidentalis, una varietà che fiorisce proprio alla fine dell’estate, quando nel territorio c’è pochissima disponibilità di nettare e le api fanno più fatica a trovare nutrimento».
Così un gruppo di apicoltori sardi di fronte alle difficoltà del comparto.
«Piantare questa specie – spiega Davide Meloni, apicoltore a Uta - potrebbe significare dare una nuova risorsa all’apicoltura sarda e, allo stesso tempo, permettere di recuperare terreni oggi incolti».
«L’obiettivo – aggiunge – è quello di creare una vera filiera: da una parte aiutare le api e gli apicoltori, dall’altra valorizzare i terreni attraverso coltivazioni destinate anche alla produzione di biomassa per le centrali, creando una possibile integrazione tra agricoltura, apicoltura e produzione di energia».
Al presidente del Consiglio regionale Piero Comandini e a tutta l’assemblea viene chiesto di «accelerare l’iter di approvazione della modifica alla legge sull’apicoltura attualmente in discussione in Quinta Commissione, in particolare dell’articolo 13, che riguarda le fonti nettarifere».
Tutto questo perché «gli apicoltori sardi chiedono strumenti concreti per poter continuare a fare il proprio lavoro e per costruire una nuova filiera capace di affrontare le conseguenze del cambiamento climatico».
