"Tutto il male del mondo" in proiezione al Greenwich di Cagliari
Due serate evento per il documentario sulla battaglia legale dei genitori di Giulio RegeniPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il coraggio di due genitori, alla ricerca della verità celata dal regime: questo è "Tutto il male del mondo", documentario sulla tragica vicenda di Giulio Regeni e la conseguente battaglia legale contro i responsabili, portata avanti proprio dalla sua famiglia. Con la regia di Simone Manetti, il lungometraggio distribuito da Fandango arriva anche nel capoluogo per l'instancabile Greenwich di via Sassari 65/67, in due proiezioni-evento previste oggi alle 18:30 e domani alle 20:30.
Nel corso dei suoi 105 minuti di durata, il regista ripercorre gli ultimi giorni vissuti dal ricercatore italiano al Cairo, quando fu barbaramente rapito, torturato e ucciso per mano dei servizi di sicurezza egiziani. Una pellicola che, prima in assoluto, va a ricostruire la verità giudiziaria, dando ora voce ai genitori di Giulio: Claudio Regeni e Paola Deffendi, fin dall'inizio assistiti dalla laboriosa Alessandra Ballerini. Un padre e una madre che senza paura alcuna hanno alzato la testa e sfidato la dittatura del generale Al-Sisi, e un'avvocata che dopo otto lunghi anni è riuscita a individuare i quattro agenti egiziani e portarli a processo, in un rito che dovrebbe chiudersi proprio quest'anno.
Mettendo in luce i depistaggi e l'uso dispotico della "ragion di stato" da parte del regime, "Tutto il male del mondo" vuole rendere una minima, ma necessaria, parte di giustizia all'insensata morte di Giulio. Il ricercatore, nato a Trieste nel 1988 in una famiglia cosmopolita e viaggiatrice, dopo gli studi a Cambridge si trasferì al Cairo nel 2015 per un dottorato sulla situazione dei sindacati in Egitto, spinto anche dagli interessi umanitari che coltivava da sempre. E fu proprio questo lavoro accademico a condurlo sotto la lente della dittatura e alla tragica fine, come accaduto anche a tanti altri cittadini egiziani prima di lui.
