Torna “Storie di un attimo”: a Olbia grandi fotografi, reportage e mostre internazionali
L’evento giunto alla sua quindicesima edizione e prodotto dall’Associazione Argonauti APSPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Olbia come una grande galleria fotografica, torna, dal 7 al 15 novembre, il Festival Storie di un attimo. L’evento, giunto alla sua quindicesima edizione e prodotto dall’Associazione Argonauti APS, offre nove giorni dedicati alla fotografia, tra reportage, mostre, incontri con gli autori, proiezioni, workshop e attività formative, con un programma diffuso che coinvolgerà il Museo Archeologico e diversi spazi culturali della città. Filo conduttore del festival popolare della fotografia sarà il grande reportage, con un viaggio fotografico attraverso territori, conflitti, culture e realtà sociali differenti. Il festival conferma così la propria vocazione: utilizzare la fotografia come strumento di testimonianza, racconto e conoscenza del mondo. Cuore espositivo del festival sarà al Museo Archeologico di Olbia, dove sarà possibile visitare “La valigia vietnamita”, una mostra che nasce da un ritrovamento straordinario: l'archivio fotografico di François Sully, fotoreporter francese che trascorse ventiquattro anni in Indocina documentando uno dei periodi più drammatici della storia del Paese.
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1971 in un incidente in elicottero, alcuni suoi beni furono trasferiti dalla casa di Porto Cervo, dove era solito soggiornare durante le pause dal fronte. Tra questi, una valigia contenente stampe, negativi, diapositive, una macchina fotografica e un registratore, oggi nella disponibilità dell'Associazione Argonauti. La mostra propone una selezione di immagini recuperate e digitalizzate, che raccontano il conflitto tra francesi e Viet Minh, la battaglia di Dien Bien Phu e la vita quotidiana in quegli anni. Sempre al Museo Archeologico sarà protagonista Francesco Cito con “Effetà”, un reportage realizzato a Betlemme e dedicato ai bambini e ai giovani con disabilità uditiva seguiti dall'Istituto Effetà Paolo VI. Con “Il Cairo, la città dei morti”, invece, Ugo Panella accompagna il pubblico ad Al-Qarafa, l'antico cimitero musulmano che si estende per circa dieci chilometri lungo la sponda orientale del Nilo. Qui, tra tombe e mausolei, vivono da decenni oltre un milione di persone, che hanno trovato rifugio in seguito a guerre e carestie. Il percorso prosegue allo Spazio Holo, in zona Industriale, con “In-Visibile”, il progetto di Hermes Mereghetti dedicato al disagio mentale e alle dimensioni più profonde della psiche. Attraverso immagini costruite con un lavoro di immedesimazione e interpretazione, l'autore cerca di dare forma e visibilità a condizioni emotive e disturbi spesso difficili da comunicare mentre al Refettorio dell'Arte, a Corso Umberto, spazio all'India con “Indian Railway”, il reportage di Giulio Casti che racconta il mondo delle ferrovie indiane, tra passeggeri, incontri e scene di vita quotidiana. Nello stesso spazio sarà esposto “New Generation” di Nivia Iglesias Davis, dedicato ai giovani migranti che vivono e lavorano a Olbia. Un progetto che mette al centro le esperienze di integrazione, le relazioni tra culture diverse e le nuove prospettive di vita costruite attraverso il dialogo.
Alla Società dello Stucco, Marco Navone presenta, invece, “Bac Ha, Buffalo Market e altre storie”, un reportage in bianco e nero realizzato su pellicola nel Vietnam settentrionale nel maggio 2026. Le fotografie raccontano una società sospesa tra tradizioni ancestrali e modernità, dove anche gli smartphone si inseriscono in un contesto ancora fortemente legato alle proprie consuetudini. Completa il programma espositivo, al Refettorio dell'Arte, la collettiva “Scatti fra le nuvole. Il fumetto incontra la fotografia”, dedicata al rapporto tra due linguaggi visivi. La mostra attraversa personaggi di fantasia e storie ispirate alla vita di celebri fotografi, con opere dedicate a Frank Cappa, Johnny Focus e Sor Pampurio, accanto a graphic novel su Robert Capa, Weegee e Gerda Taro. Come di consueto Storie di un attimo propone anche numerose occasioni di incontro e approfondimento. La giornata inaugurale di sabato 7 novembre si aprirà al Museo Archeologico alle 17.30 con Francesco Cito, mentre alle 19, allo Spazio Holo, sarà protagonista Hermes Mereghetti. La stessa giornata sarà dedicata anche alla fotografia con smartphone grazie al workshop “Photo Smartphone”, condotto da Mereghetti al Politecnico Argonauti, dalle 9.30 alle 12 e dalle 15 alle 17. Domenica 8 novembre, alle 18.30, il Politecnico Argonauti ospiterà la proiezione di “War Photographer”, il documentario di Christian Frei dedicato al fotografo di guerra James Nachtwey. A introdurre il film sarà Francesco Cito. Il calendario proseguirà giovedì 12 novembre alle 19 con Marella Giovannelli, che presenterà il libro “La Dolce vita irriverente”, mentre sabato 14 novembre, alle 18, Ugo Panella incontrerà il pubblico per raccontare la propria esperienza di fotoreporter.
Tra le iniziative che accompagnano il Festival torna anche “Il Refettorio delle idee”, uno spazio allestito al Refettorio dell'Arte e pensato per favorire la scoperta e la sperimentazione dei linguaggi fotografici. Durante la settimana sarà possibile consultare graphic novel, fumetti e giochi dedicati alla fotografia. Su richiesta, saranno inoltre organizzate lezioni e dimostrazioni pratiche, comprese attività sullo sviluppo e la scansione di pellicole in bianco e nero. Particolare attenzione alle scuole, con attrezzature e personale messi gratuitamente a disposizione per lezioni dimostrative rivolte agli studenti di ogni ordine e grado. A chiudere la quindicesima edizione sarà, domenica 15 novembre, la tradizionale Mostra Mercato di macchine fotografiche usate e da collezione, appuntamento atteso da appassionati, collezionisti e curiosi, che potranno scoprire e acquistare fotocamere, attrezzature e oggetti legati alla storia della fotografia, tra strumenti analogici e tecnologie digitali.
Nel corso degli anni Storie di un attimo - prodotto dall'Associazione Argonauti APS, con il sostegno della Fondazione di Sardegna, del Comune di Olbia, di Punto Foto Group by Karl Bielser, 12.1 e Altergrafica, e con la collaborazione di Luca Rossi Allestimenti, Giacomo Altamira Studio e Le vie delle foto, festival fotografico di Trieste - ha portato in Sardegna alcuni tra i più importanti protagonisti della fotografia italiana e internazionale, da Gianni Berengo Gardin a Mauro Galligani, da Franco Zecchin a Francesco Cito, Giorgio Lotti e Tano D’Amico. Anche quest'anno il festival rinnova il dialogo tra grandi firme, professionisti, giovani autori e fotografi del territorio.
