Anche quest’anno a Berchidda Miles Davis non poteva mancare. Appuntamento l’11 agosto in Piazza del Popolo con “Kind of Miles”, l’opera teatrale e musicale ideata, scritta e interpretata da Paolo Fresu, ideatore e direttore artistico di Time in Jazz. L’annuncio dell’inserimento di “Kind of Miles” nel programma della 39ª edizione del festival arriva sull’onda lunga del successo che sta riscuotendo lo spettacolo, come testimoniano anche i recenti sold out delle repliche di Cagliari e a Sassari.

“Kind of Miles” è un viaggio scenico e sonoro che evoca l’universo creativo e visionario di Miles Davis, figura centrale del jazz e della musica del Novecento, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita. In questo lavoro, che ha debuttato nell’ottobre del 2024, Fresu intreccia racconto, momenti autobiografici e musica originale, per restituire la traiettoria artistica e umana del leggendario “Prince of Darkness”, scomparso nel 1991. La regia è firmata da Andrea Bernard, artista bolzanino attivo sulla scena internazionale, e sul palco Fresu (tromba, flicorno e multieffetti) è affiancato da una formazione strumentale d’elezione, composta da Bebo Ferra (chitarra elettrica), Dino Rubino (pianoforte e Fender Rhodes Electric Piano), Marco Bardoscia (contrabbasso), Stefano Bagnoli (batteria), Filippo Vignato (trombone, multi-effetti elettronici, keyboard), Federico Malaman (basso elettrico) e Christian Meyer (batteria).

Musicisti che collaborano da sempre con Fresu, e che in questo spettacolo partecipano alla scrittura collettiva intessuta di ampi spazi di improvvisazione e di interpretazioni di pagine del repertorio davisiano: dalle prime registrazioni insieme a Charlie Parker ai gruppi con Sonny Rollins e con John Coltrane, dalle produzioni con Gil Evans al quintetto stellare con Wayne Shorter e Herbie Hancock, dallo storico album della “svolta elettrica”, “Bitches Brew”, fino agli anni Ottanta, abbracciando anche il pop di “Time after Time”.

“Kind of Miles” chiude idealmente la trilogia prodotta dal Teatro Stabile di Bolzano in collaborazione con Pannonica, l’agenzia di management di Paolo Fresu, che negli anni scorsi ha visto il trombettista gallurese protagonista degli spettacoli “Tango Macondo” e “Tempo di Chet”, dedicato a Chet Baker, altra figura chiave nel suo orizzonte musicale. “Chet Baker e Miles Davis sono stati i miei artisti di riferimento, due artisti che ho molto amato e ai quali mi sono sentito molto vicino”, spiega il patron di Time in Jazz. “Miles ci ha insegnato ad andare sempre avanti. Credo che in questo momento storico, al di là dell’estetica, ci sia un bisogno impellente di vedere oltre le cose. Forse saranno proprio la visionarietà, la poesia e il coraggio a darci la possibilità di salvare il pianeta”.

Con l’annuncio di “Kind of Miles”, Time in Jazz scopre un’altra carta dell’edizione di quest’anno, in programma dall’8 al 16 agosto con la novità di una prima tranche di tre giornate in calendario a giugno, dal 19 al 21, suggerita dalla positiva esperienza, anche in quel caso inedita, della coda settembrina del 2025. I dettagli della 39ª edizione saranno svelati durante la conferenza stampa di fine di aprile.

 

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