Spaziomusica torna nel capoluogo con "Orbitae" fino al 29 settembre
Il programma della prima settimana, nella quarantacinquesima edizione della rassegna creata da Franco OppoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La ricerca multimediale e le nuove tecnologie, al centro di una rassegna che fin dal 1982 anima l'autunno del capoluogo: è finalmente giunta a Cagliari la quarantacinquesima edizione del Festival Spaziomusica, con "Orbitae" come tema scelto per questo 2026. Fino al 29 settembre, tra gli spazi di Conservatorio, Map - Make Art Possible e Ied, si muove un programma che porta insieme musica contemporanea, arti elettroncihe e sperimentazione interdisciplinare.
La manifestazione, ideata nel 1982 dal compositore isolano Franco Oppo, ripropone il suo costante impegno anche attraverso l'immagine concettuale pensata per questa nuova edizione: "Orbitae" rappresenta infatti i percorsi ciclici e le rotazioni del suono contemporaneo, incarnati in performance dal vivo, installazioni interattive, musica elettronica e acustica, produzioni audiovisive e frontiere nuove del digitale, in una contaminazione di linguaggi che supera ogni limite imposto tra le arti e disegna nuove traiettorie. Tra progetti svolti in collaborazioni nazionali e internazionali e prime assolute nella regione, viene inoltre valorizzata la presenza di nuove generazioni di interpreti e compositori.
La prima settimana
La nuova annata del Festival debutta ufficialmente in data odierna al Conservatorio, con il primo giro di "Soundtrack" in scena alle 18: realizzato congiuntamente da diversi Conservatori italiani, il progetto parte da materiali video legati al cinema muto e altre pratiche di arte visiva per svilupparne la sonorizzazione dal vivo con strumenti tradizionali, elettronica e tecniche rumoriste, oscillando tra improvvisazione e composizione. Ad aprire le danze non possono essere che i Conservatori di Cagliari e Sassari, rappresentati rispettivamente da Elia Aresu e Nicola Vacca, con il confronto tra sonorità acustiche e digressioni elettromagnetico-sintetiche di "Interferenze meccaniche", e Luca Vargiu e Mario Ganau, nell'elettroacustica potenziata dal digitale di "Kintsugi: Studio per frammenti melodici e live electronics", ai quali si aggiunge Emanuele Sara con "Metaxy (μεταξύ)", performance audiovisiva in ascolto reciproco con il pubblico. Chiude un'affollata data d'inizio l'azione improvvisata per trio elettroacustico di "Kar", che trae il titolo dal lessico creato da Sergio Atzeni per "Passavamo sulla terra leggeri", con Francesco Giomi (elettronica), Ivana Busu (fisarmonica ed elettronica) e Silvia Corda (pianoforte) e realizzata in collaborazione con Tempo Reale.
Il secondo atto per "Soundtrack" è previsto già martedì 1, vedendo ora esibirsi in ordine il trio di Gianmaria Tombari, Amedeo Fabbrocino e Andrea Pondini, con le vibrazioni metalliche ed elettroacustiche di "Dove il metallo rinasce" per il Conservatorio di Cesena e Rimini, seguito da quello di Andrea Antonelli, Raffaello Ciupi ed Erica Vincenti, nelle tre vignette audiovisive di ambientazione cosmica di "A._[sT]-E’.r," per il Conservatorio de La Spezia, e ancora un altro terzetto, con la live electronics ispirata al Cammino di santa Barbara di Jacopo Mazzoni, Francesco Coen e Davide Mancinelli in "Liminal Spaces", per il Conservatorio di Perugia. Termina la serata il concerto per fisarmonica e sassofono di Raffaele Damen e Gabriele Giampaoletti nell'interlocuzione attiva con l'elettronica, intitolato "D'Ance".
Mercoledì 2 ha invece luogo l'ultimo capitolo per "Soundtrack", affidato interamente alla conduzione di Daniele Ledda e agli studenti dei Conservatori coinvolti nelle due precedenti giornate, in un progetto condiviso con Ticonzero che risulta in una produzione collettiva di sintesi dei primi tre giorni di Festival. Spazio poi a "Derma", concerto percussivo e in radicale veste acustica di Massimiliano Furia, con l'amplificazione affidata unicamente all'ambiente circostante.
Concerti in programma al Conservatorio anche nei giorni seguenti, con giovedì 3 che va ad aprirsi con "Piano Hero", un concerto in collaborazione con Agon e realizzato per pianoforte, tastiera midi, live camera e live electronics dal duo di Daniele Fasani e Massimo Marchi, riportando dal vivo la ricerca pianistica nel contesto tecnologico contemporaneo come pensata dal compositore Stefan Prins. A concludere la quarta giornata l'esibizione "Flux", incentrata sul dialogo tra arpa, elettronica, registrazioni sul campo e paesaggi urbani per mano di Maria Gilda Gianolio, in una produzione congiunta con Icarus Ensemble e con la prima assoluta di due composizioni di Salvatore Iaia e Agnese Menguzzato.
Venerdì 4 è attesa la performance multimediale di Sergio Sorrentino, che in "Glass Guitar" esplora l'universo creativo dell'iconico Philip Glass – del quale il musicista italiano è stato collaboratore – tramite chitarra elettrica e live looping, in un duetto sonoro con sé stesso attraverso proiezioni video. Tempo di un altro lavoro performativo, con "Hantavirus" che porta in musica il contagio di stratificazioni granulari, interferenze elettromagnetiche e pulsazioni sub-basse, vedendo il quartetto di Emiliano Amadori, Graziano Galletti, Roberto Musanti e Roberto Zanata.
A calare il sipario sulla prima settimana di Festival è la data di sabato 5, che sempre alle 18 ha inizio con i due progetti dottorali di "Sounding Algorithms – Day 1": mentre Stefano Guzzetti proprone una ricerca sonora dedicata al celebre chip audio di uso videoludico in "AY-3-8910", Riccardo Di Fiandra propone invece l'incontro di composizione, danza, videoarte, sistemi IA e neuroscienze di "ADSR–ICF/DSM: un nuovo sistema di composizione intermediale". Termina l'acoppiata di Raffaele e Nicola Bertolini in "Elettronica per clarinetti", con cinque composizioni alla prima assoluta e il contributo alla live electronics di Damiano Meacci.
Gli appuntamenti successivi
Da venerdì 11 la rassegna si trasferirà al Map - Make Arts Possible, permanendo nei suoi spazi fino all'ultima data – eccetto che per la giornata del 25 settembre – vedendo in scena, tra gli altri, i musicisti Małgorzata Dancewicz e Krzysztof Pawlik, Raffaele Matta, Raimondo Gaviano, Teresa Virginia Salis, Fabrizio Casti ed Elio Martusciello, l'Ensemble Scisma e Jacopo Cenni con Stefano Manconi. Andando a concludersi il 29 settembre, il Festival riceve il supporto di Ministero della Cultura, Regione e Comune.
