Grande successo per l’evento Sestos che porta il nome di Ittiri nella storia del costume, della tradizione e dell’arte tessile.

Un patrimonio, quello dell’abbigliamento tradizionale, che continua a emozionare e a far riflettere. L’iniziativa, organizzata dall’ Associazione culturale e folklorica Ittiri Cannedu e ideata dal dottor Gian Mario Demartis, si è svolta presso il Centro per le Arti con un programma articolato tra laboratori e momenti di approfondimento.

Ad aprire il pomeriggio,  il laboratorio “I gioielli della tradizione”, rivolto ai giovani allievi della scuola di ballo Ittiri Cannedu e curato da Gian Battista Langasco e Antonella Orani. Spazio anche al convegno, cuore dell’iniziativa, con una serie di interventi dedicati ai diversi aspetti della tradizione vestimentaria sarda: Giovanna Chesseddu ha approfondito l’evoluzione dei ricami in seta policroma a Thiesi; Gian Mario Demartis si è concentrato sul tema delle bende in Sardegna; Giuseppe Serra ha presentato uno studio sull’abito tradizionale femminile di Castelsardo; mentre Antonietta Denti ha analizzato gli abiti aulici maschili nel Logudoro.

Anche quest’anno Sestos, che da ormai 16 anni rappresenta un momento consolidato di incontro e crescita culturale, ha saputo offrire spunti di grande valore.  Gli Alabantzia  hanno regalato emozioni davvero suggestive con la loro musica e a Pierandrea Carta è stato conferito il premio “Manos de Oro”.

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