Sedilo, Danilo Pes e Davide Muscau possibili capi corsa per l'Ardia a cavallo e a piedi
Nessuno si sbilancia sull'identità dei prescelti, ma alcuni cavalieri godono più di altri dei favori del pronosticoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
A poco più di un mese dal giorno di Pasqua quando il parroco don Maurizio Demartis ufficializzerà, durante la Santa messa, i nomi delle bandiere, in paese è iniziato il totopandela per l' Ardia 2026. Nessuno si sbilancia sull'identità dei prescelti, ma alcuni cavalieri godono più di altri dei favori del pronostico.
Per la corsa a cavallo del 6 e 7 luglio l’indiscrezione che raccoglie maggiori consensi è quella che il nuovo capo corsa sarà l’allevatore Danilo Pes, accompagnato dalla seconda bandiera Matteo Falchi e dalla terza Andrea Mureddu. Pes e Falchi non sono nuovi a far parte della triade di testa. Entrambi furono rispettivamente terza e seconda bandiera nel 2013 quando il compito di pandela matztore fu affidato a Giuseppe Carboni.
Insomma cavalieri che conoscono bene i meccanismi di quella che per i sedilesi è la grande festa religiosa in onore di san Costantino imperatore. Anche per quanto riguarda l’Ardia a piedi che si corre il giorno dell’ottava, esisterebbero pochi dubbi che la prima bamdiera sarà Davide Muscau, che dovrebbe avere al suo fianco Graziano Salaris ( seconda bandiera) e Marco Sotgiu ( terza).
Intanto, anche la macchina organizzativa dell’ evento è già in moto con il coinvolgimento di tutti i soggetti chiamati a svolgere un ruolo importante, prima fra tutte l’ associazione Santu Antinu guidata da Angelo Porcu . La stessa assemblea dell’associazione ha approvato all’unanimità il nuovo statuto, frutto di quasi un anno di lavoro del direttivo, con l’obiettivo di adeguare l’ente alla normativa e rafforzarne struttura, tutele e trasparenza.
“Con questa modifica- evidenzia il presidente Porcu- si diventa un Ente del Terzo Settore ottenendo benefici rilevanti. Il primo è la personalità giuridica, che garantisce la responsabilità limitata. Per eventuali obbligazioni risponde il patrimonio dell’ associazione e non quello personale dei soci o dei volontari, un aspetto decisivo considerando l’impegno organizzativo della Festa di San Costantino. Il secondo riguarda il regime fiscale agevolato trattamento più favorevole per le attività istituzionali, raccolte fondi semplificate, vantaggi per sponsorizzazioni e contributi.
Lo statuto – sottolinea il presidente- introduce anche regole più chiare e trasparenti, rafforzando la democraticità interna e la partecipazione dei soci. Un passo fondamentale per il futuro e della Festa di San Costantino, reso possibile grazie al lavoro del direttivo e al sostegno dei soci”.
