Sedilo, arrivano le donne a cavallo di Chantal Pinzi: la vincitrice del World Press Photo espone al Circolo S’Ena
Appuntamento dal 30 giugno al 19 luglioPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Le donne marocchine a cavallo, avvolte nella polvere da sparo, di Chantal Pinzi, arrivano in Sardegna nel pieno dei preparativi per l’Àrdia di San Costantino. Dal 30 giugno al 19 luglio il Circolo S’Ena di Sedilo, nella sede di via Eleonora, ospiterà il reportage con cui la fotografa comasca ha conquistato il World Press Photo Contest 2026, il riconoscimento più prestigioso della fotografia internazionale, ricevuto alla fine di marzo. La mostra è organizzata dall’associazione Paesaggio Gramsci in collaborazione con il Circolo S’Ena, la Pro-loco di Sedilo, l’Associazione Suq, la Fondazione Pio Alferano e l’associazione culturale Sinisterrae di Cabras, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna. Curatore è Mauro Raponi, l’allestimento è affidato all’architetto Rossella Sanna e il progetto grafico a Francesco Sogos.
«Abbiamo invitato Chantal Pinzi a esporre a Sedilo appena abbiamo visto alcune sue foto pubblicate sulla stampa», dice Umberto Cocco, presidente di Paesaggio Gramsci ed ex sindaco di Sedilo. «Ha subito aderito. Dopo il Palazzo delle Esposizioni che ne ha presentato alcune a Roma, nelle settimane scorse, è la Sardegna che le propone. Raccontano con uno sguardo molto originale e partecipe la spinta delle amazzoni marocchine a partecipare alla corsa tradizionale a cavallo che sino a pochi anni fa le escludeva. All'Ardia le donne corrono da diversi decenni, sia pure non nelle posizioni di testa, e in poche. Ma molte immagini della Tbourida fanno pensare alla festa di Sedilo. Nel gran teatro del Mediterraneo i giochi e i riti equestri tradizionali sono decine e decine e, sia pure con origini e substrati diversi, appartengono a una stessa cultura, una stessa civiltà, direi di pastori, alla stessa polvere, alla stessa luce. Però colpisce lo sguardo con cui Chantal Pinzi vede nel protagonismo delle donne non direi una trasformazione della tradizione, ma quello che chiama “il diritto delle donne a occupare un posto nel patrimonio culturale marocchino”. Le donne “inverano” la tradizione, non la tradiscono».
Il titolo del reportage, “Farīsāt: Gunpowder's Daughters”, le figlie della polvere da sparo, riassume bene la tensione che lo percorre. La Tbourida è uno spettacolo equestre che rievoca le tecniche di combattimento a cavallo della tradizione araba, storicamente e rigidamente maschile. Fino a poco tempo fa, era così per norma esplicita: il codice familiare in vigore riservava agli uomini il ruolo di cavalieri. Dal 2024, le donne hanno potuto cominciare a praticarlo, raggruppandosi in compagnie autonome chiamate sorbas. Pinzi le ha seguite e fotografate, restituendo loro un protagonismo che la storia aveva a lungo negato.
Non è il primo reportage con cui la fotografa si confronta con le donne ai margini dei sistemi di potere. In Colombia aveva documentato la resilienza delle donne wayuu contro lo sfruttamento minerario, in India le lottatrici delle regioni rurali e, sempre in Marocco, le giovani che praticano skateboard in un contesto che storicamente le esclude. «Ci sarà occasione di parlarne, anche con Chantal Pinzi», conclude Cocco, «che starà a Sedilo quattro giorni. C’è da riflettere tutti e lasciare che le immagini suscitino meraviglia e pensieri».
