C’era anche la Sardegna, con il Comune di Las Plassas, tra i protagonisti della conferenza stampa organizzata alla Camera dei Deputati sul progetto “Bellezz@”, il programma nazionale destinato al recupero dei luoghi culturali dimenticati e rimasto senza copertura finanziaria dopo il definanziamento del 2022.

A Montecitorio si sono ritrovati sindaci e amministratori provenienti da tutta Italia per chiedere il ripristino dei fondi destinati a 62 Comuni, oltre 550 mila cittadini coinvolti e quasi 49 milioni di euro congelati per progetti che riguardano palazzi, musei, edifici di culto e centri storici, il cui recupero ha valore sia economico sia identitario.

Tra gli interventi, quello di Andrea Lampis, sindaco di Las Plassas e consigliere provinciale con deleghe alle politiche giovanili e contro spopolamento e denatalità, uno dei pochi amministratori invitati a prendere direttamente la parola nel corso dell’iniziativa promossa dalla deputata del Partito Democratico Simona Bonafè. Al centro del suo intervento, il futuro del Castello di Marmilla, il Castrum Marmillae, fortezza medievale che domina il territorio, a qualche chilometro dal sito UNESCO Su Nuraxi di Barumini, e che rappresenta uno dei simboli storici più importanti della Marmilla. Un bene culturale che da anni attende il via libera definitivo per un progetto di recupero e valorizzazione. «Ho chiesto alla Presidenza del Governo di onorare gli impegni già presi soprattutto verso i piccoli comuni come Las Plassas, che soffrono per denatalità e spopolamento. Anzi, siamo a rischio estinzione», ha dichiarato Lampis durante il suo intervento a Roma, consultabile attraverso il link https://webtv.camera.it/evento/31314

Nell’intervento Lampis ha poi sottolineato il valore strategico degli investimenti culturali per il futuro delle aree interne e non solo di Las Plassas: «Queste risorse servono a finanziare anche una ripresa puntando strategicamente sulla cultura, favorendo le famiglie, il lavoro, i giovani e il futuro dell’Italia, che tanto deve alla “Bellezz@” e alla cultura, e di conseguenza andare contro il processo di spopolamento, o almeno provarci».

Las Plassas era stato selezionato tra un numero a sei cifre di siti culturali. Con una lettera firmata dall’allora ministra Maria Elena Boschi, veniva spiegato che il Governo Renzi, nel 2016, aveva promosso un piano da 150 milioni di euro destinato alla tutela, ristrutturazione, valorizzazione e recupero del patrimonio culturale italiano. L’iniziativa prevedeva la possibilità, per sindaci, associazioni, parrocchie e anche cittadini privati, di segnalare beni culturali meritevoli di intervento. La ministra comunicava che la commissione incaricata della selezione, dopo aver esaminato circa 140mila segnalazioni provenienti da tutta Italia, aveva scelto anche il Castello di Las Plassas tra i 271 interventi ammessi al finanziamento. Per poterne usufruire, il Comune della Marmilla doveva provvedere alla progettazione a proprie spese.

Lampis usa toni duri durante l’intervento: «Chi è il responsabile del definanziamento? Ma che cosa pensavano? Le zone interne rischiano di essere spopolate e queste decisioni a nostro sfavore non fanno altro che incrementarne il processo. Servirebbero investimenti, non definanziamenti, affinché si provi a contrastare questo fenomeno, che non riguarda solo Las Plassas, ma è ormai presente in tutta Europa».

Il progetto elaborato dal Comune di Las Plassas, nel 2019, prevedeva interventi di consolidamento delle mura del castello, il miglioramento dell’accessibilità al sito, nuovi impianti di illuminazione, la musealizzazione dell’area e ulteriori scavi archeologici. Un piano che inizialmente aveva un costo di circa 850 mila euro, ma che oggi potrebbe superare il milione, anche a causa dell’aumento dei prezzi registrato negli ultimi anni. «Per questo progetto esecutivo noi abbiamo già investito quasi 100 mila euro, e anche le altre realtà selezionate in tutta Italia hanno messo delle somme di tasca per queste progettazioni», ci tiene a specificare Lampis.

In Sardegna, oltre a Las Plassas, nel progetto Bellezz@ rientravano interventi a Busachi, Illorai, Iglesias, Mandas, Nughedu Santa Vittoria, Sadali, San Vero Milis, Semestene, Sennariolo, Serramanna, Tempio Pausania e Villasor. La vertenza dei Comuni coinvolti continua anche sul piano politico e istituzionale. Tra le iniziative avviate figurano gli emendamenti presentati in Parlamento, come quello della deputata sarda Francesca Ghirra insieme ad altri suoi colleghi, e il sostegno dell’Anci nazionale. In una lettera inviata al Ministero della Cultura, l’associazione dei Comuni italiani ricorda infatti che «molte amministrazioni hanno completato tutti gli adempimenti richiesti, sostenendo spese importanti senza ricevere alcuna compensazione». Da qui la richiesta al Governo di salvaguardare i progetti approvati e di non disperdere questo patrimonio culturale, amministrativo e progettuale costruito nel corso degli anni.

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