Premio Costa Smeralda, ecco i candidati
In gara per la narrativa Ammaniti, Barbato e Ferrari, nella saggistica si sfidano Camurri, Cavarero e MoroPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Niccolò Ammaniti, Paola Barbato e Dario Ferrari per la Narrativa e Edoardo Camurri, Adriana Cavarero e Andrea Moro per la Saggistica: sono loro i finalisti della settima edizione del Premio Costa Smeralda.
I nomi sono stati velati oggi durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento, andata in scena nella sede della Fondazione Rovati a Milano alla presenza di Renzo Persico e Mario Ferraro, presidente e vice presidente del Consorzio Costa Smeralda, e del direttore artistico del premio, Stefano Salis. Annunciati anche i vincitori del Premio internazionale, assegnato allo scrittore spagnolo Javier Cercas, e del Premio speciale, che quest’anno andrà all’ozierese Giuseppe Lai, già Comandante dell’Amerigo Vespucci e Ufficiale superiore della Marina Militare Italiana con il grado di Capitano di Vascello.
La cerimonia di consegna dei riconoscimenti è in programma il 18 aprile al Conference Center di Porto Cervo, occasione nella quale verranno annunciati i vincitori per il 2026 nelle sezioni Narrativa e Saggistica. Le terzine finali sono frutto di una selezione accurata da parte della giuria guidata da Salis e composta da Lina Bolzoni, Marcello Fois, Elena Loewenthal e Chiara Valerio. Nella Narrativa Niccolò Ammaniti è in gara con “Il custode”, Paola Barbato con il noir “Cuore capovolto” e Dario Ferrari con “L’idiota di famiglia”, mentre nella Saggistica Edoardo Camurri concorre con “La vita che brucia”, Adriana Cavarero con “Il canto delle sirene” e Andrea Moro con “Lucrezio e il pipistrello dagli occhi azzurri”.
“Il Costa Smeralda si riconferma nel 2026 tra i principali promotori della grande cultura in Sardegna: oltre i confini dei singoli generi, il Premio scommette sul potere del confronto”, sottolinea Salis. “Poterci confrontare con lo sguardo europeo di Javier Cercas, il pensiero di alcuni tra i più importanti autori italiani e la sapienza nautica di Giuseppe Lai è la prova che stiamo costruendo qualcosa di raro: un dialogo che parte dalla Sardegna per parlare al mondo”.
