Da Domus de Maria alle gallerie di tutta Italia. È il percorso artistico di Maria Carmen Salis, 59 anni, pittrice e docente, che negli anni ha esposto le proprie opere in numerose mostre e rassegne nazionali, trovando spesso maggior riconoscimento fuori dalla Sardegna che nella sua stessa terra.

«Sin da piccola, quando a scuola ci facevano disegnare, le maestre erano stupite dal modo in cui riuscivo a rappresentare le forme», racconta Salis. Una predisposizione emersa fin dall'infanzia ma che, complice una forte timidezza, non si tradusse immediatamente nella scelta di un percorso artistico.

«Esitai parecchio prima di iscrivermi alle scuole superiori. Dopo due anni, mi convinse Francesco Colacicchi, figlio di Giovanni Colacicchi, direttore dell'Accademia delle Belle Arti di Firenze. Le sue parole di conforto e di stima nei confronti delle mie prime opere mi spronarono a continuare a studiare». Da lì l'iscrizione al Liceo Artistico Foiso Fois a Cagliari, un corso di restauro sempre nel capoluogo sardo e successivamente l'Accademia di Belle Arti di Carrara.

La docente

Oltre all'attività artistica, Maria Carmen Salis ha intrapreso anche quella dell'insegnamento. Attualmente è docente di Arte e Immagine nelle scuole medie di Pula. «Cerco sempre di dire ai ragazzi di osservare ciò che li circonda, di soffermarsi senza dire subito "non ho capito". La superficialità annulla, osservare invece alimenta la conoscenza».

Arte e Sardegna

Nata ad Angera ma, come ama definirsi, sarda "fino al midollo", Salis riconosce nell'isola una delle principali fonti di ispirazione della propria produzione artistica: «La cultura, la storia e soprattutto i paesaggi della Sardegna sono una grande fonte di ispirazione. L'arancione del tramonto oppure il blu del mare sono molto presenti nei miei dipinti». L'artista racconta anche il proprio rapporto con le tecniche pittoriche: «In Accademia ho imparato a usare la tempera all'uovo. Lavorare con questa tecnica antichissima mi ha aiutato anche quando sono tornata alla pittura a olio, che invece mi permette di essere più veloce e ottenere più sfumature».

L'ispirazione può arrivare nei momenti più inaspettati: «Quando faccio la strada per tornare a Domus de Maria guardo e osservo, soprattutto le rocce. Mi basta un particolare per farmi scattare la scintilla. Vedo già la composizione nella mia testa e poi, durante la realizzazione dell'opera, aggiungo altri particolari».

Un legame profondo con la Sardegna che però non si traduce in una rappresentazione tradizionale dell'isola: «Il mio essere sarda non lo trasmetto attraverso simboli riconoscibili. Qualcosa che ricorda l'isola c'è quasi sempre, ma tendo ad analizzare, sintetizzare e trasformare tutto a modo mio. Cerco di andare oltre il classico costume sardo. Se non avessi avuto questa concezione sarei rimasta sempre qui a coltivare il mio orticello. Voglio superare i confini».

Una filosofia che affonda le radici negli anni della formazione. Salis ricorda ancora oggi le parole di uno dei suoi professori all'Accademia di Carrara: «Pensa, osserva, spazia. Hai grandi qualità e potenzialità. Pensa che puoi arrivare in alto. Non arrenderti mai».

Un incoraggiamento che l'ha accompagnata lungo tutta la carriera e che, secondo l'artista, spiega anche parte del successo ottenuto fuori dall'isola: «Vengo apprezzata soprattutto per i messaggi che trasmetto. In Italia sono tra le poche a dipingere la metafisica e il surreale. Qui in Sardegna c'è poco spazio per queste cose e spesso mi sento stretta. Ci sono poche opportunità per mettersi in mostra e proporsi, non solo per me ma anche per altri pittori».

La Pittrice del Silenzio

Nel mondo dell'arte Maria Carmen Salis è conosciuta anche come "La Pittrice del Silenzio", definizione coniata dal suo gallerista e mercante Nazzareno Verdesi. «Faceva riferimento alle mie opere, dove tutto sembra immobile, quasi congelato. Eppure, quelle composizioni parlano. Ogni osservatore può darne una lettura diversa, anche se spesso tornano alla mia interpretazione iniziale».

Mostre ed esposizioni

Archiviata la mostra di Lanciano, in Abruzzo, andata in scena dal 9 al 23 maggio, dal 6 giugno l'artista è presente alla sesta edizione della Biennale della Creatività WAB - Women Art Bra, in Piemonte, con tre opere. Durante l'estate seguiranno altri appuntamenti espositivi in Italia. Nessun evento, invece, è al momento previsto in Sardegna: «Non c'è speranza», dice con un sorriso ironico. «Il commercio in Sardegna è basato sul turismo e sull'immediato, non sulla cultura. Allestire mostre e gallerie comporta costi importanti e nell'isola non esiste ancora un circuito sufficientemente forte. La Sardegna non è solo mare e Sant'Efisio. C'è molto altro».

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