“Le parole del mare. Suoni e visioni”: nuovo ciclo di residenze artistiche a Sant’Antioco
Da sabato 27 a domenica 29 marzo in programma le restituzioni aperte al pubblico, negli spazi del MuMa Hostel, dopo una fase di studio cominciata martedì 17Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un nuovo ciclo di residenze artistiche anima la comunità di Sant’Antioco nell’ambito del progetto triennale Le parole del mare. Suoni e visioni, promosso da Progetti Carpe Diem. Da sabato 27 a domenica 29 marzo in programma le restituzioni aperte al pubblico, negli spazi del MuMa Hostel, dopo una fase di studio in residenza cominciata martedì 17.
Per questa nuova tappa sono due i progetti sviluppati, entrambi attraversati dal tema dell’acqua come elemento generativo, capace di custodire storie e immaginare nuovi inizi. Due percorsi che intrecciano ricerca, creazione e territorio, mettendo al centro il mare come spazio fisico e simbolico, archivio di memorie e orizzonte di trasformazione.
Il primo progetto, Sant’Antioco – Il mare e le sue storie, nasce dalla rielaborazione teatrale di una parte della ricerca storico-antropologica LUDiCa 23, promossa dal Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari.
La ricerca ha coinvolto studenti, ricercatori e docenti in un’indagine diffusa sul territorio di Sant’Antioco: spazi urbani e rurali, archivi pubblici e familiari, luoghi di culto e pratiche comunitarie. Attraverso testimonianze orali, fotografie, documenti e materiali d’archivio, è emerso un racconto stratificato del rapporto tra la comunità e il mare, dal XVIII al Novecento, oggi raccolto in un archivio multimediale articolato in quindici storie e oltre centosettanta schede.
Materiali che, in residenza, sono stati tradotti nei linguaggi del teatro di narrazione e del teatro di figura. Gli artisti coinvolti sono Francesco Bonomo e Daniel Dwerryhouse, affiancati dai tutor Mario Pietramala e Francesca Sarteanesi per la drammaturgia e le tecniche della narrazione.
Il secondo progetto, RE – Prologo per un nuovo inizio, è realizzato in collaborazione con la compagnia francese Rosamiranda, titolare della residenza artistica La Cabane a Nogent/Vincennes.
Lo spettacolo si configura come un’indagine sul desiderio di ricominciare: una riflessione sulla possibilità – e sul costo – di una rinascita radicale. La scena si presenta come una rovina vivente, uno spazio attraversato da tracce, relitti e presenze, in cui l’acqua diventa principio ambivalente di distruzione e rigenerazione.
Il progetto assume la forma di un atlante frammentario, in cui elementi visivi, sonori e performativi costruiscono un paesaggio immersivo: un’arca precaria sospesa tra memoria e futuro. Il suono, le immagini e le tecnologie digitali – fino all’impiego dell’intelligenza artificiale – contribuiscono a stratificare l’esperienza dello spettatore, tra dimensione arcaica e tensione contemporanea.
Gli artisti coinvolti sono Maria Vittoria Bellingeri (regia e drammaturgia), Maksym Teteruk (dramaturg) e Manfredi Clemente (composizione e sound design). Tutor del progetto sono Leonardo Capuano e Roberto Abbiati.
Le restituzioni pubbliche degli studi in residenza andranno in scena al MuMa Hostel di Sant’Antioco venerdì 27 e sabato 28 marzo, alle 17,30 e alle 18,30. Ultime repliche domenica 29 marzo alle 9 e alle 12.
Le residenze - realizzate con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna, e con il Patrocinio del Comune di Sant’Antioco - rappresentano un momento centrale del progetto triennale, intese come spazi di attraversamento e confronto tra artisti, studiosi e comunità locale. Un processo aperto, in cui la creazione si nutre del territorio e restituisce nuove forme di racconto, tra memoria e visione.
