C’è qualcosa di profondamente evocativo nell’idea di far risuonare le voci delle grandi eroine tragiche dell’opera dentro le mura di una torre medievale. È proprio questo il suggestivo scenario scelto per “Eterne nel dolore”, il recital lirico in programma domani alle ore 18 alla Torre Aragonese di Ghilarza, organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con la Scuola Civica di Musica Guilcer Barigadu.

Sul palco, il soprano Ramona Careddu, accompagnata al pianoforte da Andrea Sanna, sotto la direzione artistica di Aurelio Serra e la direzione organizzativa di Bruno Camera. Un programma che promette di essere un viaggio emozionante attraverso le pagine più intense e strazianti del repertorio melodrammatico italiano e non solo. «Questo recital nasce da una riflessione profonda sul ruolo della donna nel melodramma», racconta Ramona Careddu, «le eroine tragiche dell’opera non sono semplicemente vittime del destino. Sono donne che amano in modo assoluto, che soffrono con una dignità immensa, che nel dolore trovano una forza espressiva straordinaria. Elvira e Lauretta, Lucia, Desdemona: ognuna di loro ha qualcosa da dire ancora oggi, qualcosa che arriva diretto al cuore del pubblico». Il titolo scelto per l’evento, “Eterne nel dolore”, non è casuale. Richiama quella dimensione senza tempo che appartiene alle grandi protagoniste del melodramma, figure letterarie e musicali capaci di attraversare i secoli rimanendo straordinariamente attuali. «Il dolore nell’opera non è mai fine a sé stesso», spiega ancora il soprano. «È il mezzo attraverso cui il compositore, il librettista e infine l’interprete toccano qualcosa di universale. Cantare queste arie significa dare il mio fiato a emozioni vere. Non è solo tecnica; quando salgo sul palco, la storia del personaggio diventa il mio vissuto e la mia voce trasforma lo spartito in un’esperienza reale, unendo il mio presente a sentimenti senza tempo».

La scelta della Torre Aragonese come cornice della serata aggiunge un ulteriore livello di significato all’evento. Il monumento simbolo di Ghilarza, con la sua storia secolare e la sua atmosfera austera, diventa esso stesso parte dello spettacolo. «Cantare in un luogo così carico di storia è un privilegio», confessa Careddu. «Le pietre di quella torre hanno visto tante vite, tante storie. Mi sembra il posto perfetto per raccontare quelle di queste donne straordinarie». L’ingresso è aperto alla cittadinanza.

© Riproduzione riservata