Non una stucchevole esibizione e neppure una gara, ma l'offerta generosa e orgogliosa di uno spicchio di tradizione musicale del proprio Paese con l'obiettivo dello scambio culturale che arricchisce. L'evento "Intrecci di Mondi-Tappeti sonori dai Quattro Continenti" è stato ospitato in una delle sale della Pinacoteca di Sassari che espone alcune delle opere di Giuseppe Biasi. E anche la particolarità del luogo ha elevato l'incanto del concerto.

Dalle percussioni africane col Djembe ai canti della tradizione liturgica ortodossa, dai brani di una cantautrice senegalese e un racconto palestinese. Ad accompagnare gli artisti, molti non professionisti, i musicisti dell'Ensemble Laborintus. A fare da pianista e direttore artistico Simone Sassu, che in quest'operazione ha utilizzato le doti ereditate dal padre etnomusicologo (Pietro Sassu) perché ha fatto per mesi una ricerca tra le comunità straniere presenti nel centro storico di Sassari.

La produzione musicale rientra nel più ampio progetto "Tappeti Urbani" realizzato dalla Pinacoteca di Sassari e dal Museo Archeologico di Nuoro che hanno vinto un bando del Ministero.

Hanno contribuito all'iniziativa l’associazione Dolmen, guidata da Giuseppe Bazzoni, per il rientro in Italia del musicista Koury Ndiaye, figura storica della comunità senegalese e mediatore culturale in città, e l’Associazione Amici del Senegal “Batti  Cinque”, rappresentata da Mor Sow.

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