L'arte trasforma le protesi destinate ai disabili, le opere degli studenti dell'Accademia d'arte di Cagliari
L’idea partita due anni fa, coinvolti di diversi artisti che hanno personalizzato gli arti artificialiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Quando l'arte riesce a trasformare in bellezza il dolore, quando diventa strumento per superare diversità e barriere, riuscendo ad avvicinare persone e mondi diversi, assume una rilevanza sociale che la rende unica e quasi magica.
È quanto accade nel progetto che in questi mesi ha unito l'Accademia d'arte di Cagliari e l'associazione Mad2Factory Aps che organizza “La Grande Jatte – Modern Times”, la manifestazione arrivata alla XV edizione che si terrà il 16 e 17 maggio nel parco della Musica a Cagliari.
Un evento culturale dedicato all'estetica vittoriana e steampunk che presta «particolare attenzione ai linguaggi artistici contemporanei e ai temi dell'inclusione sociale». Ed è proprio da questa unione che nasce la collaborazione con l'Accademia e il progetto “Steampunk e inclusività”.
«L'iniziativa – spiegano gli organizzatori - si fonda su un’idea semplice ma centrale: la disabilità non è una mancanza, ma una diversa esperienza del corpo e del mondo. Attraverso l’estetica steampunk e il design artistico personalizzato, le protesi diventano elementi narrativi, strumenti di autoespressione e simboli di forza e unicità. Non qualcosa da nascondere, ma da raccontare».
L'idea è partita due anni fa e ha visto il coinvolgimento di diversi artisti e realtà che hanno personalizzato protesi che sono state poi indossate da disabili, non prima di un percorso di confronto e scambio che unisce arte, estetica, funzione e vita personale. Un percorso che nelle ultime settimane è stato intrapreso da tredici studenti dell'Accademia d'Arte di Cagliari che hanno realizzato i disegni su numerose protesi. Così sulla plastica modellata a forma di arti sono comparse farfalle, palazzi, pianeti, volti e sorrisi.
Le protesi raccontano storie, aprono finestre su nuovi mondi e superano i confini della realtà e del dolore. I lavori degli studenti dell'Accademia d'Arte di Cagliari, esposti in uno stand durante la manifestazione, forniranno una chiave di lettura nuova sulla disabilità e allo stesso tempo mostreranno come l'arte, in ogni sua forma, possa diventare strumento di relazione e inclusione.
(Unioneonline/A.D)
