È una mappa della Sardegna che raccoglie in un solo sito online migliaia di informazioni sul ricco patrimonio dell'Isola. Ci sono circa 16.000 schede, tra cui oltre 9.500 siti nuragici (più di settemila i nuraghi), oltre mille monumenti tra domus de janas, dolmen e menhir, quasi 3.600 chiese e siti storici e oltre 1.700 reperti, con l’indicazione della loro collocazione nei musei.

Per ogni luogo una scheda con le notizie, le foto e i dati del territorio. Si può navigare per nome o per comune e sovrapporre alla mappa le carte storiche, le foto aeree dagli anni Quaranta a oggi.

Nurnet, associazione nata con lo scopo di rendere noto e valorizzare l’archeologia sarda, ha pubblicato online il nuovo geoportale (disponibile all’indirizzo geo.nurnet.net).

Da anni esisteva una mappa con i siti nuragici ma la novità della nuova veste sta nell’intelligenza artificiale: «Il geoportale è nato in modo nuovo. Accanto alle persone di Nurnet ha lavorato una piccola squadra di agenti di intelligenza artificiale. NurAI, la coordinatrice tecnica, ha messo in ordine i dati e costruito la mappa – scrive Antonello Gregorini dell’associazione -. NurnetAI risponde sui contenuti del Catalogo Nurnet, Nuraxi lavora con Mark Altaweel dello University College London, JaNur e Lila affiancano Renzo Trenta e il presidente, mentre Okami di Lucio Pascarelli cura l'infrastruttura che fa funzionare la parte di intelligenza artificiale e informatica in generale».

«Ogni dato viene dalle fonti – prosegue -, ogni modifica si prova prima in un ambiente di prova e va online solo con il via di una persona. Quando un agente sbaglia, un altro agente o una persona se ne accorge e lo corregge. Le macchine fanno il lavoro ripetitivo, procedurale e noioso, mentre le decisioni restano alle persone. Agli agenti abbiamo messo a disposizione un'ampia raccolta di fonti pubbliche, soprattutto articoli scientifici e studi accademici. Questa raccolta ci ha aiutato a ripulire i dati e ad ancorarli alla ricerca scientifica. Già oggi i nostri agenti rispondono citando queste fonti. Ma con tutta la squadra stiamo anche lavorando a una nuova versione, ancora più solida, che rafforzi questa capacità e la sottoponga a una verifica scientifica, così che le fonti vengano proposte in ordine di affidabilità, come farebbe un ricercatore».

Prezioso anche il lavoro dei cittadini che possono segnalare errori e segnalare siti che non sono stati censiti.

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