Jon Spencer torna nell'Isola con il suo blues esplosivo
Appuntamento giovedì al Fabrik, a sette anni dall'ultimo concerto nel capoluogo, con apertura dei Bad LiversPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una delle figure più iconiche e intriganti dell'alternative americano, tra pura energia blues e viscerale attitudine punk. Parliamo del grande Jon Spencer, che dopo aver fatto tremare il palco cagliaritano già sette anni fa, tornerà proprio questo giovedì al Fabrik del capoluogo. Insieme a lui una nuova sezione ritmica, formata da Kendall Wind e Macky Bowman dei The Bobby Lees, con la quale presenterà il nuovo album "Songs Of Personal Loss And Protest", pubblicato lo scorso 12 giugno. Appuntamento alle 21:30 al locale di via Mameli 276 per uno show imperdibile, che troverà un'appropriata apertura nel punk-trash blues degli isolani Bad Livers.
Considerato largamente uno degli ultimi, autentici "sciamani" del rock'n'roll, nel corso della sua carriera Spencer ha pescato a piene mani dall'antico blues rurale, per riportarlo alla sua originale dimensione esplosiva, risqué e popolare. Nato nel 1965 tra le verdi colline del New England, il futuro bluesman si trasferisce vent'anni dopo a New York per gli studi, metropoli in preda a sovrappopolazione, criminalità ma anche tanta arte e creatività: stregato dalle prolifiche scene noise e no-wave, inizia una ricerca attorno a sonorità dal gusto grezzo, intenso e analogico.
Proprio in questo contesto, Spencer imbraccia voce e chitarra per fondare i Pussy Galore, in una miscela nichilista di noise rock, garage e punk blues, portata all'apice dall'incredibile reinterpretazione in chiave industrial dell'intero "Exile on Main St." degli Stones. Solo la prima di una serie di band create da Spencer, con le quali andrà avanti a ridefinire i confini dell'underground. Tra queste i Boss Hog, formati insieme alla compagna di sempre Cristina Martinez, gli Heavy Trash, in una rivisitazione sporca e selvaggia di rockabilly e roots rock, i recentissimi The Hitmakers con esperimenti pop bizzarri e distorti, ma soprattutto The Jon Spencer Blues Explosion.
Nel trio condiviso fino al 2016 con Judah Bauer e Russell Simins, l'artista realizza un sound dai tratti rivoluzionari: rinunciando completamente al basso, sostituito dalle basse frequenze della chitarra di Bauer, dall'effettistica fuzz di quella di Spencer e dalla potente batteria di Simins, i Blues Explosion remiscelano il delta blues per immergerlo in un rock'n'roll contaminato da punk, garage, rockabilly, soul, noise, rhythm and blues, funk e hip hop. Un'eredità multiculturale che lo stesso Spencer rivendica dal palco, citando tanto Elvis quanto James Brown e impostando le sue performance su quelle dei predicatori gospel, tra canti, urla, gemiti e improvvisazioni vocali, come testimoniato anche dal loro capolavoro assoluto "Orange" (1994).
