Piazza Multipiano a Tortolì domani 5 agosto, Piazza Italia a Sassari l’8 agosto: due serate, due passerelle, un solo filo conduttore. È “Impronte di Sardegna”, che da due anni porta la moda in piazza mescolandola con musica, folklore e tanto orgoglio isolano. Si comincia alle 21.30, ingresso libero, con il patrocinio dei comuni ospitanti.

«Il progetto nasce con l’intento di valorizzare i giovani stilisti sardi che stanno creando abiti ispirandosi alla tradizione dell’isola», racconta Maurizio Ciaccio, direttore artistico di Venus Dea Agency, ideatore e anima del format culturale itinerante, «è una vetrina pensata per i talenti nascenti, uno spazio dove possono presentare le proprie creazioni in un contesto di prestigio e di forte richiamo mediatico, che unisce moda, tradizioni, musica e promozione del territorio in un unico evento capace di raccontare la Sardegna attraverso un linguaggio moderno ed emozionale». Niente passerelle anonime; qui ogni collezione nasce guardando ai colori, ai paesaggi, all’artigianato e alla storia della Sardegna. Il risultato è una sfilata che diventa quasi un viaggio, tappa dopo tappa, tra tessuti e dettagli che parlano di identità più che di tendenze del momento. «Vedere delle modelle vestire abiti ispirati alla tradizione ha un gusto particolare», racconta Ciaccio, «soprattutto per i tanti turisti che partecipano alle sfilate».

Accanto agli abiti, viene dato spazio anche a costumi tradizionali, musica popolare e momenti folkloristici. Sul palco, infatti, vengono invitati i gruppi folkloristici del paese ospitante e «procediamo insieme alla vestizione, spiegando tutti gli indumenti che uno alla volta vengono indossati», spiega. Non è solo spettacolo, però. Dietro ogni scialle, ogni corpetto, ogni acconciatura, c’è un pezzo di storia dell’isola che Ciaccio tiene a far conoscere al pubblico, in particolare ai tanti turisti presenti in piazza: broccati, pizzi e merletti diventano così altrettante pagine da sfogliare, testimonianze di saperi artigianali tramandati nei secoli. Anche i giorni prima della sfilata diventano parte dello spettacolo, perché la squadra del progetto gira per il territorio, riprende scorci e luoghi simbolo, e proietta il risultato su un ledwall durante la serata.

Ma se c’è una cosa che sta davvero a cuore a Ciaccio, è accendere i riflettori su chi il talento, in Sardegna, ce l’ha nel sangue: «Cerco sempre di dare risalto agli artisti del posto in cui si svolge la manifestazione», racconta, quasi a ricordare che qui la moda è l’occasione per raccontare qualcos’altro, la Sardegna vera, quella dei paesi e delle piazze. Trentadue anni di moda alle spalle, e Ciaccio ne parla con la leggerezza di chi non ha mai smesso di divertirsi. «Ho vissuto un bel passato, sto vivendo un bel presente», racconta, «e spero in un futuro altrettanto bello, in cui qualche giovane stilista pieno di talento decida di raccogliere il testimone e andare avanti». Più che un bilancio, suona come un brindisi lanciato dal palco: alle nuove generazioni di creativi sardi, e a tutto quello che ancora devono inventare.

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