L’obiettivo di Caterina Roselli, calangianese, è chiaro: riportare il gallurese nella vita quotidiana e rafforzarne la presenza anche nel pubblico. Laureata in Lingue, la giovane presidente della Consulta Intercomunale del Gallurese, che ha sede ad Arzachena, coltiva con convinta passione la lingua appresa e parlata in famiglia fin dall’infanzia.

Ed alla sua conservazione si sta dedicando con la Consulta; «Crediamo che sia fondamentale avere un rapporto diretto con le famiglie, con le scuole, con tutte le istituzioni per portare avanti delle campagne politiche che puntino all'utilizzo del gallurese in tutti i contesti, da quello familiare a quello pubblico, istituzionale. Bisogna sensibilizzare le persone a parlare gallurese il più possibile, dentro le case, capendo finalmente l'importanza di questa lingua che per tanto tempo è stata schiacciata dal peso di quelle più istituzionali, più potenti, da un punto di vista politico, e dalla globalizzazione».

Per Caterina Roselli, la tutela del gallurese non significa conservarlo in modo rigido, ma accompagnarne l’evoluzione. «La contaminazione nella lingua è un fatto … quasi naturale, potremmo dire, un processo inevitabile che deve essere sostenuto con azioni che supportino il mantenimento almeno dei suoi elementi essenziali, che portino avanti la lingua senza avere paura di creare dei neologismi, senza avere timore di parlarlo nei contesti nei quali viviamo, nei quali, anche gli argomenti sono differenti rispetto a quelli del passato». Un’attenzione particolare è rivolta alle nuove generazioni. Anche per questo la Consulta ha scelto di investire sui canali digitali. «In questo momento noi utilizziamo molto i social media e i social network creando le nostre pagine: il nostro obiettivo è quello di arrivare alle persone più giovani; a tutti, chiaramente, ma con un’attenzione in più riguardo ai più giovani, considerato che il gallurese tende, tra loro, a perdersi»; Per questo si punta a rafforzarne l’uso, a renderlo uno strumento vivo, anche alle nuove generazioni.

Il lavoro della Consulta si inserisce in una rete più ampia di esperienze simili che riguardano le lingue minoritarie; «Ci sono tantissimi altri movimenti anche internazionali, per la rivitalizzazione delle lingue, per il loro mantenimento; Noi abbiamo intenzione di fare squadra, di lavorare con chiunque voglia collaborare con noi».

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