«Sono abbastanza certo che ripercorrendo oggi i 12.000 km di 15 anni fa troverei, e trovo, notevoli cambiamenti». Lo afferma Nanni Angeli, fotografo originario di Palau, da oltre trent’anni impegnato nella fotografia documentaria e nella promozione culturale, fondatore e direttore artistico, insieme al fratello Paolo, del festival internazionale Isole che Parlano. Domani, venerdì 30 ottobre, alle 17, Angeli inaugurerà al Museo Michele Ruzittu di Arzachena la mostra La ‘janna alianti – casi, cosi, lochi e gjenti di li stazzi illa Gaddura di chisti tempi (La porta a levante – case, cose, luoghi e genti degli stazzi nella Gallura contemporanea).

L’esposizione comprende circa 60 fotografie, a colori e in bianco e nero, realizzate tra il 2010 e il 2011 durante un viaggio di 12mila chilometri attraverso l’agro gallurese. Le immagini documentano paesaggi, abitazioni, attività e persone, restituendo uno spaccato della realtà rurale di quindici anni fa, già interessata da profonde trasformazioni economiche e sociali.

Al centro del lavoro fotografico c’è lo stazzo, inteso non soltanto come abitazione, ma come insieme di casa e terreni circostanti, unità territoriale, economica e sociale della Gallura rurale. Un sistema che, insieme alla lingua, ha rappresentato uno dei principali elementi distintivi del Nord-Est della Sardegna fino alla prima metà degli anni Sessanta. La ricerca di Angeli indaga gli effetti della globalizzazione e della gentrificazione sul territorio, soffermandosi anche sulle testimonianze di una cultura tradizionale ancora presenti, talvolta recuperate e adattate a nuove funzioni. Fotografare questa realtà, spiega Angeli, «ha significato congelare lo status quo, cercando i segni residuali di un passato prossimo quasi impercettibile ma presente».

L’inaugurazione sarà anche occasione per un incontro pubblico con il fotografo, dedicato al percorso e ai contenuti della sua ricerca.

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