Paulilatino, il culto dei morti affascina il pubblico in biblioteca
Successo per l'evento sui costumi legati al trapasso nella cultura sarda. Sabato la presentazione del romanzo "Dentro la borsa"Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Credenze, gesti e ritualità legate al culto dei morti sono state nei giorni scorsi al centro di un interessante convegno organizzato in biblioteca a Paulilatino in occasione della kermesse “Trame d’autunno”. L’evento, ospitato alla biblioteca comunale Don Peppino Murtas, ha visto partecipare una cinquantina di persone che con interesse hanno seguito la ricercatrice e documentarista Marialisa Saderi. È stata lei ad accompagnare il pubblico in un viaggio tra antichi rituali funebri, gesti simbolici, pratiche di rievocazione e tradizioni popolari legate alla commemorazione dei defunti.
«Come descrivono prima di me il cultore Gigino Deidda nelle sue raccolte popolari e i resoconti ottocenteschi di Emmanuel Domenech, la morte in Sardegna è stata a lungo etichettata dall'esterno come un evento arcaico, superstizioso e teatrale. Tuttavia, la mia ricerca sul campo, i racconti ascoltati nei cortili e i miei studi antropologici diretti, svelano un universo infinitamente più intimo, vitale e profondamente umano», spiega la Saderi.
E prosegue: «Nei miei approfondimenti sui riti funebri tradizionali — arricchiti da progetti di controllo delle fibre tessili e di estumulazione condotti tra il 2002 e il 2005 — ho voluto mettere in primo piano l'umanità nascosta dietro il lutto. Penso alle potenti e drammatiche manifestazioni dell’atitu e a episodi vissuti in prima persona, come l’accompagnamento di un'anziana parente a piangere il nipote defunto, muovendosi tra il dolore collettivo e il pragmatismo della vita quotidiana».
Quindi la ricercatrice chiarisce: «La nascita e la morte in Sardegna procedono da sempre di pari passo. Nelle mie indagini sul campo ho documentato usanze straordinarie: dall'antico costume di non lavare i tessuti su cui veniva adagiato il defunto — affinché l'anima potesse compiere il proprio viaggio senza creare traumi in casa — all'usanza di inserire nella bara chicchi di grano e piccole bambole protettive (puppatole) come potenti simboli di fertilità, protezione e rinascita. Ho vissuto il dolore isolato delle vedove segnato dalla fuliggine del camino, ma anche l'incredibile ironia e la terapia d'urto popolare delle donne sarde. Ho inoltre esplorato il confine sottile del trapasso, documentando il fenomeno della "morte rimandata" in attesa di un caro e assistendo di persona a veglie in cui il malato terminale invoca la figura materna in un ritorno all'origine”. Quindi conclude: »Il culto dei morti nell'Isola non è un freddo reperto museale o un macabro folklore, ma un dialogo d'amore e memoria che non si spezza mai, in cui i defunti restano presenze vive e protettrici». Adesso in biblioteca a Paulilatino il prossimo appuntamento è per Licanias Off sabato 7 novembre alle 18. Francesca Spanu, in dialogo con Alessandra Piredda, parlerà al pubblico in sala della nuova stesura del suo romanzo “Dentro la borsa”.
