I dinosauri? La caccia in Sardegna parte anche dal Sulcis Iglesiente
Se n’è parlato con il paleontologo di Carbonia Daniel ZoboliPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Ci sono le rocce, pure nel Sulcis, su cui avrebbero potuto camminare ma non ci sono ancora impronte o fossili dei dinosauri mesozoici. Eppure la suggestione è forte e lo ha dimostrato il modo in cui le sale del Museo dei Paleoambienti Sulcitani Martel si sono trasformate in una macchina del tempo. Nella suggestiva cornice della Grande Miniera di Serbariu il pubblico ha intrapreso un viaggio indietro di milioni di anni grazie al convegno di Daniel Zoboli, paleontologo carboniense, funzionario della Direzione musei dell’Università di Cagliari. Una esplorazione resa possibile dalla unione del rigore scientifico alla passione, per rendere accessibili a tutti i grandi temi della geologia e della paleontologia sarda. La conferenza è stata concepita come un omaggio ai dinosauri.
«Troppo spesso - ha spiegato - il termine dinosauro diventa sinonimo di animale preistorico in senso generico, così nell’immaginario collettivo finiscono mammut dell’era glaciale, rettili marini e volanti del Mesozoico e persino creature fantastiche come draghi o mostri cinematografici». Zoboli ha fatto chiarezza distinguendo tra suggestione e realtà. Il viaggio è poi proseguito tra i dinosauri che abitarono i territori destinati a diventare la penisola italiana: dal piccolo “Ciro” scoperto nel Beneventano ai triestini “Bruno” e “Antonio”, fino al lombardo Saltriovenator. Senza dimenticare le impronte fossili rinvenute dalle Alpi alla Puglia.
E la Sardegna? Risposta per ora prudente: «Nonostante la presenza di rocce sedimentarie del Mesozoico - analizza - nell’Isola non sono stati ancora rinvenuti fossili o impronte di dinosauri mesozoici». Però attenzione: le condizioni geologiche ci sono, anche e soprattutto il Sulcis ha tutte le carte in regola. Serviranno altre ricerche e fortuna per un nuovo capitolo della storia naturale sarda.
