È intitolata “Ferite aperte. Urgenze artistiche tra trauma, corpo e responsabilità politica” la conferenza che apre la quarta edizione de “Le donne nell’arte” che vuole riscoprire e rileggere il contributo delle artiste alla storia dell’arte contemporanea. L'appuntamento è nell'aula magna dell'Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari mercoledì 11 marzo alle ore 17.30. L'ingresso è libero.

La conferenza è curata da Davide Mariani, Coordinatore del Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte all’Accademia di Sassari, e propone una riflessione sul modo in cui numerose artiste tra XX e XXI secolo hanno elaborato esperienze di violenza, conflitto e vulnerabilità in linguaggi artistici capaci di interrogare lo spazio pubblico e le coscienze collettive.

Il titolo di questa edizione richiama una genealogia di pratiche artistiche che hanno assunto il corpo come luogo di esposizione e di resistenza. Dalla denuncia delle violenze simboliche e politiche alle forme di critica istituzionale, fino alla dimensione intima del trauma e della memoria, molte artiste hanno tradotto la ferita in una figura di consapevolezza e di presa di responsabilità collettiva. In questa prospettiva l’arte diventa uno strumento capace di andare oltre la mera rappresentazione del conflitto per restituirlo nella sua complessità culturale e politica.

Il programma di questa edizione si focalizzerà sull’analisi di alcune figure centrali della scena artistica internazionale: Sophie Calle (di Ester Spina), Judy Chicago (di Aurora Maria Piano), Marlene Dumas (di Francesca Tocco), Regina José Galindo (di Angela Grezza), le Guerrilla Girls (di Alessia Palitta), Jenny Holzer (di Ilaria Olivieri), Shirin Neshat (di Marijana Vasilijevic), ORLAN (di Alba Laura Stara), Pipilotti Rist (di Maria Chiara Fois), Jenny Saville (di Benedetta Usai) e Chiharu Shiota (di Gabriella Piga).

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