Dopo quattro intense giornate si è chiuso ieri l’Off, l’Orgosolo film festival con la proclamazione dei vincitori nelle vari categorie in concorso. Tributo per il regista abruzzese Carlo Liberatore che si aggiudica un doppio riconoscimento (premio Pratobello miglior lungometraggio e quello della giuria popolare) con il film The madmen coach.

Va in archivio così una seconda edizione caratterizzata da una crescita sensibile rispetto all’esordio: gradimento e presenza del pubblico, partecipazione della comunità alle giornate del festival e una qualità dei lavori presentati alla giuria.

Tanti i momenti ricchi di pathos e partecipazione con domande agli autori e interventi del pubblico sempre più coinvolto. Ieri ha emozionato il lavoro realizzato dagli alunni delle scuole elementari di guidati dal regista di Orgosolo a Antonio Congiu. Un corto scritto e recitato dai bambini che nel loro lavoro hanno voluto rimarcare l’importanza della lingua sarda come tesoro da proteggere e trasferire alle nuove generazioni.

Anche in quest’edizione la parola d’ordine è costanza e determinazione, e una buona dose di coraggio. Elementi che fanno parte del Dna e dell’approccio dell’inchiesta di denuncia sociale.

Il festival cinematografico si è occupato ancora una volta, come è nella sua mission, della promozione di film di registi regionali, nazionali e internazionali (31 quelli in concorso) che hanno come obiettivo quello di riconoscere il valore “sociale” del fare cinema attraverso la denuncia, la protesta e la riflessione.

Ieri grande successo la masterclass del regista Paolo Benvenuti durante la quale è stato proiettato il suo discusso film Segreti di Stato. Benvenuti sarà presto a Orgosolo per il suo prossimo lavoro che in questo territorio «ha l’ambientazione perfetta che cercavo», ha detto il regista toscano.

«Siamo soddisfatti, abbiamo fatto il carico di energia e di incontri dal grande valore aggiunto. Elementi che ci danno ancora entusiasmo per la prossima edizione a cui stiamo già pensando» hanno detto Paolo Carboni e Daniele Gaglianone direttori artistici del festival.

Una delle novità di questa edizione ha portato il festival a varcare i confini del carcere di Uta, con una giuria di detenuti che ha assegnato il premio “Tziulai”.

Oltre a The Madmen coach, come miglior cortometraggio è stato premiato Orosi di Mohammad Hormozi. La giuria ufficiale ha assegnato menzioni speciali a The First Times / Le Prime volte di Giulia Cosentino e Perla Sardella, Rhubarb Rhubarb di Kate McMullen, A Sisyphean Task di Gus Flind-Henry e George Malcher, e Majonezë di Giulia Grandinetti, la quale ha ottenuto anche la menzione speciale della giuria popolare, che ha inoltre premiato Largo di Max Burgoyne-Moore e Salvatore Scarpa come miglior cortometraggio popolare.

Il premio Tziu Lai per il giornalismo di denuncia è stato vinto da A Beast Touch the Mountain di James Mottern, affiancato dalle menzioni speciali TV e Web a Lontano dal centro - Cantico errante di un DJ Senza Tempo di Roberto Pili e La Lixeira - La dignità degli invisibili di Guido Galante e Antonio Notarangelo, mentre la menzione speciale Amnesty International è stata assegnata a In Gaza Pietas di Diego Monfredini.

(Unioneonline/A.D.)

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