Dadi, carri armati e strategia: Cagliari pronta al Master di Risiko
Oltre 60 appassionati in arrivo da tutta Italia si sfideranno domenica 28 giugnoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Alcuni sono già arrivati a Cagliari, altri sono ancora in viaggio da ogni parte d’Italia. Domenica 28 giugno oltre 60 appassionati si sfideranno nel “Master di Risiko Città di Cagliari”, tappa ufficiale del circuito nazionale organizzato dai club del celebre gioco da tavolo in collaborazione con Spin Master ed Editrice Giochi. Un’edizione da record per il Risiko Club Cagliari, che vedrà ai tavoli giocatori provenienti da Milano, Genova, Bergamo, San Cataldo, Catania, Venezia, Roma, Palermo, Monza, Gerenzano, Acireale, Faenza e Torino.
Il vincitore conquisterà l’accesso al Campionato nazionale individuale, la più importante competizione italiana dedicata al gioco di strategia. «Per noi questa è un’edizione speciale», racconta la presidente del Risiko Club Cagliari, Monica Corda. «Abbiamo già ricevuto tantissime adesioni. Inoltre, quest’anno festeggiamo i 15 anni del club e siamo felici di celebrare questo traguardo proprio con il master».
Nato nel giugno del 2011 dall’idea di tre amici appassionati di giochi da tavolo e di ruolo e diventato club ufficiale pochi mesi dopo, il Risiko Club Cagliari ha preso parte negli anni a numerose competizioni nazionali, conquistando anche il titolo di vicecampione d’Italia a squadre. Durante tutto l’anno organizza tornei settimanali e competizioni aperte agli appassionati.
Il torneo sarà ospitato nel locale “Mamo Pizza” in via del Pozzetto e durerà tutta la giornata. Le iscrizioni apriranno alle 9, mentre la prima partita inizierà alle 10.15. Dopo la pausa pranzo si tornerà ai tavoli con il secondo turno alle 14, prima delle semifinali e della finale in programma dalle 16.30. Ad attendere i vincitori ci sarà anche una coppa speciale, realizzata a forma di carro armato nei colori oro, argento, bronzo e rame in base al piazzamento. «Siamo pronti a incrociare i dadi con tutti gli altri giocatori», conclude Corda. «Sempre ricordando il nostro motto: la guerra si fa solo per gioco».
