Ci sono viaggi che iniziano con una partenza e altri che prendono forma attraverso le parole, le storie e gli incontri. Viaggi capaci di attraversare luoghi lontani, ma anche di esplorare identità, emozioni, tradizioni e trasformazioni della società contemporanea. È proprio questa idea di viaggio, inteso come esperienza di conoscenza e occasione di confronto, ad animare la decima edizione del Festival Internazionale della Letteratura di Viaggio, in programma a Cagliari dal 29 al 31 ottobre 2026 negli spazi di Sa Manifattura e organizzato dall’omonimo Comitato.

Per tre giornate il capoluogo sardo diventerà un punto d'incontro tra letteratura, giornalismo, musica, teatro e cultura, accogliendo alcuni dei protagonisti più conosciuti del panorama artistico e culturale italiano. Una manifestazione che sceglie di raccontare il mondo attraverso linguaggi differenti, mettendo al centro le persone e la loro capacità di trasformare esperienze individuali in racconti collettivi.

Il programma riunisce personalità molto diverse tra loro, accomunate dalla capacità di raccontare la realtà e di entrare in relazione con il pubblico.

Ad aprire la manifestazione, giovedì 29 ottobre alle ore 18, sarà l'incontro “Nuove narrazioni”, con Angelica Grivel Serra, Davide Piras e Pierluigi Serra, in dialogo con Andrea Frailis. Un appuntamento che introduce uno dei temi centrali della rassegna: il potere della scrittura di interpretare il presente, dare voce a esperienze differenti e costruire nuovi immaginari.

Alle 19 sarà la volta di Beppe Convertini, protagonista della presentazione del libro “Il paese delle tradizioni” (Rai Libri), insieme a Daniele Congiu e Anna Piras. Un'occasione per riscoprire il valore delle tradizioni popolari, delle comunità e di quel patrimonio di storie, gesti e conoscenze che continua a rappresentare una parte fondamentale dell'identità culturale italiana.

La serata proseguirà alle 20 con Giusy Ferreri, che presenterà il suo romanzo d'esordio “Le voci interrotte. La prima indagine di Minerva” (Solferino), in dialogo con Matteo Bruni. Dopo quasi vent'anni di successi nel panorama musicale italiano, l'artista dalla voce inconfondibile e amatissima dal pubblico debutta nella narrativa con un noir dalle atmosfere gotiche e dalle sfumature fantasy, ambientato a Pavia e costruito attorno a una serie di morti misteriose nel mondo della musica. Un esordio letterario che svela un lato più oscuro e introspettivo della cantautrice, da sempre appassionata di scrittura, e che segna una nuova tappa del suo percorso artistico, questa volta affidato non alle note, ma alle parole.

A chiudere la prima giornata, alle 21, sarà il Gustavo Gini Ensemble con il concerto “Tango e altre storie – Un viaggio musicale tra tango e cinema”.

Venerdì 30 ottobre il festival rivolgerà lo sguardo alle nuove forme della narrativa e ai linguaggi che stanno conquistando soprattutto le giovani generazioni. Alle 18 Cristina Pender e Sonia Melt saranno protagoniste dell'incontro “Il nuovo romance”, condotto da Giampaolo Cassitta. Un confronto dedicato a un genere letterario che negli ultimi anni ha saputo rinnovarsi, intercettando nuove sensibilità e costruendo un rapporto sempre più diretto con i lettori.

Alle 18.45 Valerio Mieli presenterà il libro “Scelgo tutto” (La nave di Teseo), in conversazione con Andrea Frailis. Un romanzo che esplora le possibilità dell'esistenza, le scelte che segnano il percorso di ciascuno e il desiderio di vivere senza rinunciare a nulla, attraverso la storia di un giovane protagonista posto di fronte a due vite possibili.

Alle 19.30 sarà la volta di Rokia, protagonista di un incontro dedicato al suo romanzo “Dangerous Love” (Magazzini Salani), in dialogo con Angelica Grivel Serra. La presenza dell'autrice, seguita da un pubblico particolarmente giovane e affermatasi anche grazie alle nuove piattaforme di scrittura e lettura, testimonia la volontà della manifestazione di aprirsi alle trasformazioni dell'editoria e alle nuove modalità con cui le storie vengono scritte, condivise e vissute.

La seconda giornata si concluderà alle 20.30 con La Pola e lo spettacolo “Speriamo ci ricordi qualcuno – I personaggi”.

Particolarmente significativa sarà la giornata conclusiva di sabato 31 ottobre, che proporrà tre incontri dedicati al rapporto tra cultura, società, memoria e racconto del presente.

Alle 18 Moni Ovadia porterà in scena il monologo “Senza Confini”, un appuntamento che richiama direttamente lo spirito della manifestazione. Attraverso la forza della parola e del teatro, il tema dei confini diventa occasione per riflettere sulle differenze, sull'incontro tra culture e sulla possibilità di riconoscere nell'altro una ricchezza anziché una distanza.

Alle 19.30 il pubblico incontrerà Domenico Iannacone, giornalista e autore televisivo che ha fatto dell'ascolto e del racconto delle persone uno dei tratti distintivi del proprio lavoro. Nell'incontro “Dove finiscono i confini”, in dialogo con Bruno Murgia, il giornalismo diventerà uno strumento per esplorare storie spesso lontane dai riflettori, restituendo centralità alle esperienze umane e alle realtà che attraversano il nostro tempo.

A chiudere il festival, alle 21, sarà Serena Bortone, che presenterà il libro “Le dirimpettaie” (Rizzoli) in conversazione con Andrea Frailis. Un romanzo corale che racconta le vite di tre donne, le loro relazioni e i cambiamenti della società italiana, attraversando decenni di trasformazioni culturali e sociali. Un ultimo appuntamento dedicato alla narrativa e alla capacità della letteratura di osservare le relazioni, raccontare le persone e dare forma alle molteplici sfumature dell'esistenza quotidiana.

La kermesse si propone di superare l'idea della letteratura come esperienza riservata a pochi, valorizzandone invece la dimensione condivisa. I libri dialogano con la musica, il giornalismo incontra il teatro e le storie individuali diventano strumenti per comprendere fenomeni più ampi. In questo intreccio di linguaggi trova spazio una riflessione sul significato stesso del viaggio: non soltanto raggiungere una destinazione, ma imparare a osservare ciò che ci circonda con occhi diversi.

In un tempo segnato da cambiamenti profondi, distanze e nuove forme di comunicazione, il festival rinnova così il valore dell'incontro diretto, dell'ascolto e della parola. La cultura diventa un ponte tra esperienze e generazioni, uno spazio nel quale le differenze possono dialogare e trasformarsi in occasioni di conoscenza reciproca.

Dal 29 al 31 ottobre, dunque, Cagliari invita il pubblico a intraprendere un viaggio particolare, senza bisogno di valigie o biglietti. Basterà lasciarsi guidare dalle parole, dalle voci e dalle storie di chi, attraverso la letteratura, il giornalismo, la musica e il teatro, continua a raccontare il mondo e le sue infinite possibilità.

Tutti gli appuntamenti saranno ad ingresso libero e gratuito.

L.P.

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