Cagliari raccontata per immagini: la presentazione del libro fotografico
Novantasei pagine con gli scatti di Dario Sequi e Enrico SpanuPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Esce in libreria il nuovo libro fotografico Cagliari delle Edizioni Enrico Spanu
Un viaggio fotografico affascinante sulla città. Una raccolta incalzante ed emozionale di immagini realizzate dai fotografi Dario Sequi e Enrico Spanu, corredate dai testi di Aldo Brigaglia. Un racconto di 96 pagine con grandi foto a colori e testi in italiano e inglese che ripercorre, con immagini attuali, storia, ambiente, tradizioni e cultura della città.
Il volume sarà presentato oggi, 2 aprile, alle 18,30, all'enoteca Paulis di viale la Playa a Cagliari e il 10 aprile alle 18,30 nell'enoteca Paulis Via Giulio Cesare 2 a Monserrato.
Alle presentazioni seguirà un piccolo rinfresco con la degustazione dei 4 vini che le Cantine Paulis hanno dedicato alla città: SUPOETTU, BASTIO', MOLENTA', BON'ARIA.
Dall’introduzione di Aldo Brigaglia:
«E improvvisamente ecco Cagliari: una città nuda che si alza ripida e dorata verso il cielo... si ammucchia verso l’alto, si erge spoglia e fiera”.
Così apparve Cagliari a David H. Lawrence quando vi approdò nel gennaio del 1921, in una pur gelida mattinata di gennaio. “Nuda”, come se la città emergesse dalla roccia senza pudore, offerta al vento e soprattutto al sole che la bacia per oltre trecento giorni all’anno…
Cagliari, prima ancora di farsi attraversare, è una città da guardare. È una città che si rivela per stratificazioni di luce: quella abbacinante dei bastioni, quella tremolante del porto, quella più quieta delle lagune che la circondano come specchi antichi. È rocca e approdo. Torri di pietra bianca invase dal sole e moli che si allungano nel golfo come frasi non ancora concluse. Strade strette che odorano di botteghe e cucine, piazze raccolte dove il vento porta voci lontane. I suoi sette colli la modulano con discrezione, quartieri pittoreschi la custodiscono come pagine annotate a margine del tempo. Sotto la superficie del presente, la terra restituisce memorie più profonde: ville sontuose, necropoli silenziose, tracce puniche che non hanno mai smesso di respirare. Sopra di loro i portici, i viali alberati, i palazzi moderni disegnano nuove prospettive, nuovi attraversamenti…».
(Unioneonline)
