«Il mio grande desiderio è quello di recitare in Sardegna». L’auspicio dell’attore Bruno Putzulu, molto conosciuto e apprezzato in Francia tra tv, teatro e cinema, è accompagnato da un sentimento di nostalgia per Aidomaggiore in cui ha trascorso molte estati e dai cui il padre Giovanni è partito negli anni Sessanta per cercare un futuro più rassicurante. Destinazione Toutainville, in Normandia, dove Bruno è nato. Nell’Isola Putzulu, inevitabilmente Putzulù in Francia, vorrebbe presentare “La lettre d’Italie” che è il racconto della ricerca delle radici paterne attraverso una lettera trovata per caso. Condivide il palcoscenico con Pascal Castelletta, Rocco Femia, Cristina Marocco, Isabelle Rattier. Il testo e l’adattamento sono a cura del fratello Mario.

L’attore sardo-francese, che ha lavorato per la Comédie-Française e nel cinema ha fatto un esordio folgorante nel 1995 con “L’esca” di Bertrand Tavernier, descrive il suo sogno di tornare a casa con una piece carica di significati, nel ristorante di Fulvio Trogu, tempio della buona cucina nel cuore del Marais e luogo di ritrovo di tanti protagonisti del cinema francese come lo sceneggiatore Jacques Fieschi e il direttore del festival di Cannes Thierry Fremaux. Nel ristorante di Fulviò, originario di Dolianova, erano di casa anche lo stesso Tavernier e il compositore Francis Lai, con solide radici a Ozieri, vincitore nel 1971 del premio Oscar per la colonna sonora del film “Love story”.

“Les Ritals”

Bruno Putzulu porta in scena anche “Les Ritals”, un altro spettacolo dedicato al mondo dell’emigrazione tratto dal libro di Francois Cavanna, uno dei due fondatori del giornale satirico "Charlie Hebdo”, che racconta la vita della comunità italiana in Francia. "Rital" è il termine dispregiativo con cui venivano chiamati gli immigrati provenienti dall'Italia.

“Ho conservato - ci dice - un rapporto molto stretto con la Sardegna. Custodisco ricordi bellissimi delle vacanze ad Aidomaggiore insieme ai miei genitori e ai miei fratelli. La mia squadra del cuore ha la maglia rossoblù del Cagliari, il mio idolo è Gigi Riva. Del Cagliari seguo tutte le partite davanti alla tv”.

Nel 2012, a Castelsardo, ha ricevuto il premio "Navicella" attribuito ai sardi che si sono distinti in vari campi: dal teatro all'arte, alla medicina, al cinema, alla scienza, alla musica, al giornalismo, allo sport. È anche chansonnier: “Ho sempre amato cantare. La recitazione e il canto esprimono una libertà senza confini. La musica ci aiuta a vivere e rasserena le nostre giornate. A 14 anni ho ascoltato un disco di Adriano Celentano. È stata una scoperta molto piacevole. Le sue canzoni hanno un’energia incredibile”.

Il nuovo spettacolo

A Parigi, assediata dalla “canicule”, Bruno Putzulu è impegnato in questi giorni nelle prove di “Diplomatie”, dal 23 settembre al Theatre Hebertot n Boulevard Batignolles, uno dei debutti più attesi della nuova stagione. Con lui in scena Dominique Pinon. Putzulu è un diplomatico, console generale della Svezia,  che scongiura, nella Ville Lumière occupata dai nazisti, la distruzione della città. Un’altra tappa della sua avventura artistica in attesa di coronare il sogno di portare in Sardegna “La lettre d’Italie”.

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