A Venezia il nuovo lusso è il passato. Mentre sul red carpet della Mostra del Cinema sfilano le ultime collezioni delle grandi maison, sempre più star scelgono di recuperare abiti già comparsi sulle passerelle, magari indossati da altre celebri icone della moda. Non semplicemente vintage, dunque, ma archive fashion: pezzi con una storia che tornano a vivere addosso a una nuova generazione di celebrity.

Lo ha fatto Kendall Jenner, che per il suo debutto sul red carpet veneziano ha scelto un abito Giorgio Armani della collezione Autunno/Inverno 1995, lo stesso anno in cui è nata la modella. L'abito dorato, decorato da motivi floreali e applicazioni luminose, è stato abbinato a pochi gioielli e sandali nude, lasciando che fosse il vestito a raccontare tutto.

Kendall Jenner in Armani a Venezia (ANSA/ETTORE FERRARI)

Sydney Sweeney per un evento Armani Beauty ha indossato un abito Giorgio Armani della collezione Autunno/Inverno 2000, proveniente da Raffe Vintage: un modello trasparente, ricoperto di paillettes e cristalli. Per un altro evento ha scelto invece un abito del 1987, proveniente sempre da Raffe Vintage. Un modello color avorio firmato Karl Lagerfeld, portato con accessori Chanel.

Irina Shayk a Venezia in Dolce&Gabbana (ANSA/FABIO FRUSTACI)

Poi c'è Irina Shayk: sul red carpet ha indossato un abito Dolce & Gabbana della collezione Primavera/Estate 2023, un modello in raso nero con lacci e grandi aperture laterali già indossato in precedenza da Gisele Bündchen e Naomi Campbell: una sorta di staffetta tra supermodelle.

Anche Nicola Peltz Beckham, ricca ereditiera e moglie di Brooklyn Beckham (figlio di David e Victoria) ha alternato presente e passato. Per il red carpet dei Kinéo Awards ha scelto Balenciaga, mentre durante la cerimonia ha indossato un abito vintage Armani Privé. 

Nina Dobrev a Venezia in Armani (ANSA/ANDREA MEROLA)

Infine Nina Dobrev, inserita tra le star che hanno scelto la maison italiana pescando dal suo patrimonio. 

Un fenomeno che sta diventando una vera grammatica del red carpet: allontanarsi dalla logica del «nuovo a tutti i costi» diventa un invito a riciclare, riutilizzare e dare una seconda vita ai vestiti. Una prospettiva che si lega alla crescente attenzione verso il consumo consapevole e alla necessità di ridurre gli sprechi nel settore dell'abbigliamento.

(Unioneonline/D)

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