Un’ora vissuta pienamente ha la stesso valore di un’ora di vita in cui non succede niente? Prova a rispondere a questa domanda lo spettacolo teatrale “33 spreco di tempo” di Simone Azzu, Leonardo Tomasi (entrambi sul palco) e Sonia Soro, con le musiche e i suoni di Martino Corrias, che giovedì 5 novembre alle 17.30 arriva allo Spazio Bunker di Sassari (replica venerdì 6, ma alle 20.30).

Prodotto da Meridiano Zero, in collaborazione con SHIP, lo spettacolo rientra nel cartellone del Festival del Centro per il contemporaneo e si ispira alla drammatica vicenda giudiziaria di Beniamino Zuncheddu, l’ex allevatore scarcerato nel 2024 dopo aver passato 33 anni in carcere da innocente con l’accusa di omicidio. La pièce si interroga su come sia possibile raccontare una storia dove, sostanzialmente, non succede niente. Proprio come nella vita di Beniamino, che, incarcerato a trent’anni, vede consumarsi i suoi giorni, tutti uguali, all’interno di una cella.

In un viaggio fra l’indagine forense, il film noir e la sagra country, Azzu, Soro, e Tomasi raccontano un giallo al contrario, in cui si cercano gli innocenti al posto dei colpevoli e dove il più grave delitto è lo spreco di tempo.

Giovedì 5 novembre, dopo lo spettacolo al Bunker, il Festival si sposta ad Alghero, alle 20 allo Studio 222, per “Jana’s Storm”, un coinvolgente progetto audiovisivo di Ilaria Pisoni, aka liminal, e della sound designer 6zure, che, come nella tempesta delle janas del titolo, agita le coscienze di un mondo che dimentica troppo in fretta e grida alla resistenza del ricordo, perché ricordare è (r)esistere.

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