D iceva Checco Zalone: la prima repubblica non si scorda mai. Ce n’era per tutti: quarantenni pensionati, usceri paraplegici saltellanti, bidelli sordomuti canterini. L’italico mondo girava così, come la terra attorno al sole. Il sistema elettorale era in linea: elettori nel segreto dell’urna fate pure il vostro gioco ma ricordate che gli eletti devono avere il nostro marchio di fabbrica, sottolineavano alle truppe cammellate i volponi democristiani. Con la seconda e terza repubblica, il sistema è andato involvendosi, pilotato da una politica che di fatto scippava agli elettori la matita copiativa per telecomandarla su liste preconfezionate da lorsignori. Le norme post Dc risultavano talmente strampalate da essere contestate dagli elettori con l’unico mezzo in loro possesso: disertando anno dopo anno le urne. Di media dopo otto anni cambiavano sistema per inventarne un altro pure peggiore. Mattarellum dal 1993 al 2005; Porcellum fino al 2015, Italicum nel 2016 e infine il Rosatellum che a breve sarà sostituito dal Melonellum. Il motivo del contendere non è cambiato: ridare o no agli elettori la possibilità di scegliere i rappresentati in Parlamento. Il Melonellum, saprà di compromesso, inevitabilmente sciapo. Meglio la prima repubblica che rendeva tutto più facile e soprattutto perché “anche con un’unghia incarnita eri invalido tutta la vita”.

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