Stavolta è diverso
Caffè Scorretto
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P er trovare imbarazzante il governo non serve per forza essere di sinistra: a volte basta essere. E avere occhi per vedere un campionario che va da Almasri alle graffianti amicizie di Sangiuliano passando per i pacifismi alla putinesca di Salvini e di altri assessori all’Orbanistica. Tutto ciò premesso e ridacchiato, sarebbe ingiusto leggere come un siparietto goffo anche lo scontro fra Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia che in barba alle sanzioni invita gli artisti russi, e Giuli, il ministro della Cultura che non apprezza per nulla e lo dice chiaro. No, stavolta è diverso: non è uno scontro di potere, ma di princìpi. Buttafuoco difende la libertà dell’arte (ma è libera l’arte vidimata da Mosca?), Giuli difende quella degli ucraini (ma lo si può fare con le censure?). Entrambi hanno ragioni limpide e liberamente discutibili. Entrambi ci guadagnerebbero a gestire diplomaticamente la cosa. Nessuno dei due intende farlo, Buttafuoco per rispetto di sé, Giuli per lealtà. D’altronde entrambi vengono dalla destra più catacombale e reietta, perciò la meno maneggiona ma anche la più colta e imprevedibile. Lo scontro è sgargiante, ma l’Italia non deve sentirsene imbarazzata. Immaginereste il presidente di una biennale russa che sulla lista degli invitati manda al diavolo il ministro e resta non solo presidente, ma anche vivo? Da noi succede. Non è male, non è poco.
