S i chiama Eva Statiella. Ha un grande pregio, o forse un grande difetto: non esiste. Questa sua condizione evanescente non le impedirà di diventare assessore nella giunta del Comune di Acqui Terme, 19 mila abitanti in provincia di Alessandria. Eva deve la vita al sindaco Danilo Rapetti, che l’ha creata servendosi dell’Intelligenza artificiale e le ha imposto il nome biblico della prima donna umana. Il cognome ricorda i Liguri Statielli, antica popolazione che abitava quel territorio prima dell’insediamento romano, dal quale ha avuto origine l’attuale città termale. Tutto, quindi, molto simbolico e significativo. Eva avrà una delega paradossale, opposta alla sua natura: si occuperà della umanizzazione; ma anche, più compatibilmente con la sua origine, dell’Intelligenza artificiale e della transizione digitale. Ci si domanda se potrà prendere decisioni autonome e come potrà intervenire nei dibattiti. Il sindaco, già militante di lungo corso nel centrodestra e oggi espressione di una lista civica, non risponde. Dall’alto delle sue tre lauree magistrali dichiara che il suo Comune diventerà agentico, ossia in grado di costruire, ricorrendo all’AI, la propria identità. Intende, il Rapetti, replicare una copia di sé e diventare così il primo sindaco avatar della storia: la tecnica avanza, l’umano arretra. La nostra stupidità intelligente è sempre più inquietante.

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