S arebbe ora che Giorgia Meloni andasse a riferire in parlamento. Elly Schlein e compagni si sono stufati di invitarla senza ricevere risposta. Si sono sentiti snobbati dal suo silenzio. Ora però si presenterà spontaneamente perché il caso è più grave di tutti i precedenti sia nazionali sia internazionali. Non si tratta di dare spiegazioni sui comportamenti dei suoi alleati americani e israeliani, di cui per la proprietà transitiva è ritenuta complice. Questa volta è in gioco l’onore della patria. La chiamata viene da questo titolo in prima pagina del “Fatto quotidiano”: «Il flop di Sanremo. Telemeloni senza un’idea paludata». San Remo, il vice patrono d’Italia, festeggiato per cinque giorni consecutivi, più di san Francesco, è vittima di Giorgia. Che ha occupato la Rai manco ella fosse un premier di sinistra. Per di più senza un’ “idea paludata”. Ossia? Boh. Paludato è chi indossa abiti vistosi e di cattivo gusto; sul piano concettuale è un pensiero ampolloso e pretenzioso. Sanremo aveva assunto queste due caratteristiche. Era diventato lo sfogatoio dei progressisti, che spettacolarizzavano i loro temi politici prediletti: sessismo, omofobia, devianze varie: dalla fluidità al fascismo. Telemeloni è meno paludata di Telesinistra perciò l’indice d’ascolto festivaliero è calato. L’ora è grave. Giorgia vada subito a riferire in parlamento. E si dichiari colpevole.

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