C asca a proposito l’aforisma di Leo Longanesi: “è meglio assumere un sottosegretario che una responsabilità”. Nel giorno in cui la cronaca racconta il taglio del 30 per cento dei dirigenti delle Ferrovie tedesche (messe peggio delle italiane) deciso dall’amministratore delegato, l’altoatesina Evelyn Palla, il nostro parlamento vota la legge di riforma del Consiglio di Stato. Tra le norme, tutte contestate dai giudici, una stabilisce che i dirigenti pubblici che incappano in un errore per colpa anche grave ma non dolosa (reato molto difficile da provare) imborsano solo il 30 per cento del danno causato alle pubbliche finanze. L’altro 70 per cento peserà sugli italiani che lavorano, pagano e sudano nelle fabbriche, nei porti, nelle miniere, nei campi: dovunque e per pochi soldi. Anche i dirigenti sudano, poco sotto le ascelle ma tantissimo nelle mani quando sono chiamati ad avvalorare documenti di un certo peso. Per evitare la sudarella dovuta anche a norme fuori norma che nessuno in Parlamento normalizza, oltre al plus in busta paga per il raggiungimento degli obiettivi, d’ora in poi potranno contare sull’abbuono dello Stato. Basterà ad evitare le paure? Parafrasando Altan verrebbe da dire: “l’italiano è straordinario, mi piacerebbe tanto che fosse normale”. In un Paese dove le regole sono sregolate il banco salta e a noi restano i cocci.

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