L a legge è uguale per tutti, ma forse è ragionevole qualche dubbio. E ancora: tutti gli italiani sono uguali e hanno gli stessi doveri e gli stessi diritti? Da quel che si legge non sembra proprio. Una parte della maggioranza starebbe ragionando su una proposta di legge che ripristini –grosso modo- l’articolo 68 della Costituzione che, prima della modifica del 1993 sull’onda di Tangentopoli, regolava i casi in cui i parlamentari e i membri del Governo erano coperti da immunità. A detta dei proponenti sarebbero ormai maturi i tempi per ritornare alla piena immunità parlamentare reintroducendo la richiesta di autorizzazione a procedere alle Camere anche per il solo avvio di un procedimento penale e non solamente per le ordinanze di arresto e l’utilizzo di intercettazioni. Il Paese chiede esattamente il contrario: porre fine alle immunità e non allargarle anche ai capi di questo o quel Gabinetto. L’immunità, l’esonero, l’esenzione, per chi ha compiti di guida e di comando, dovrebbero essere usati con molta parsimonia. I privilegi ancora resistono nonostante si sia passati da pagine nobili come Rinascimento e Risorgimento a Tangentopoli, Amicopoli, Appaltopoli. Anche nell’Accademia della Crusca ci sono parole da tempo entrate nel linguaggio comune: bustarelle, mazzette. Un ladro è un ladro, un inganno è un inganno: con o senza guanti bianchi.

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