I l sindaco di New York Mamdani, a sei mesi dall’elezione, ha presentato un piano di 124 miliardi di dollari per azzerare un precedente buco di 12 miliardi, senza tagliare i servizi sociali ma tassando le abitazioni di lusso e i grandi patrimoni. Se da noi vengono avanzate misure del genere è solo un pour parler, niente di più. Certo la materia va maneggiata con cura, punire chi ha costruito onestamente il proprio patrimonio è ingiusto. Dunque finiamola di blaterare a destra come a sinistra su un piano destinato a non andare oltre la buvette del Parlamento. Non si vuol copiare il modello newyorkese? se ne studi un altro che tagli il debito pubblico ormai alle stelle; il ministro Giorgetti dice “ce la faremo” ma non precisa come e quando eliminerà le spese inutili, incasserà senza dover ricorrere al condono e farà saltare i tappi che inchiodano lo sviluppo e lievitano il debito. In Italia per ottenere la liquidazione giudiziale di un credito mediamente trascorrono 36 mesi, a Cagliari l’agonia scivola a 60: buoni ultimi in classifica. Da 18 anni si tenta senza successo di mettere a bando le gare per le concessioni balneari, per non parlare dello spreco di ricorsi al Tar e delle carte bollate quando un Comune attiva i bandi per le nuove licenze dei taxi. Se l’America di oggi non è più quella di una volta, l’Italia è quella di sempre: aspetta e spera.

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