I l caso non è chiuso. Dopo un mese dall’angelica comparsa di Giorgia Meloni nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, il Vaticano ha ordinato la cancellazione e il ripristino di una vittoria alata che svolazzava intorno al busto di Umberto II. Le indagini del cardinale vicario di Sua Santità Baldo Reina però continuano attorno all’utilizzo improprio delle arti sacre, alle strumentalizzazioni e con la chiamata dei responsabili. Giorgia Meloni con un sorriso ammiccante, subitissimamente si era tirata fuori: «Non assomiglio a un angelo». Il parroco Daniele Micheletti fa un passo indietro e due avanti: «Sembra lei ma non ci trovo niente di male e poi è tra le anime del Purgatorio». Non dice che la Meloni sia da Purgatorio anche se «può essere che non sia santa». A Bruno Valentinetti sacrista, artista, decoratore, ma «non imbianchino» a dire del parroco quasi ad anticipare le proteste della categoria, ci credi per fede o per niente. Racconta che in sogno un angelo lo condusse amorevolmente nella chiesa di San Lorenzo in Lucina ordinandogli di immortalare la premier. Il parroco gradì per Dio e la Patria, e il volere dell’angelo tentatore si compì: mistero della fede. Alla beffa segue il danno; con la cancellazione della leader Meloni la folla dei curiosi è sparita e con i soli fedeli, l’offertorio è un flebile tintinnio. Giorgia, aridatece Giorgia!

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