Magari può cantare
Caffè Scorretto
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
I gnazio “Gnazio” La Russa, presidente del Senato, poteva occuparsi di ben altri problemi anziché infilarsi nel retropalco del teatro Ariston per suggerire al direttore artistico del festival di Sanremo Carlo Conti di chiamare, come atto riparatorio, il comico Andrea Pucci, messo all’indice dalla sinistra più a sinistra. Da politico scafato qual è avrebbe dovuto ricordare a sé stesso e ai trinariciuti comunisti che la Rai non è né di destra né di sinistra ma degli italiani che pagano il canone. In un Paese normale l’unico autorizzato a formare il cast sanremese non può essere un Fratoianni e neppure un Donzelli ma il direttore Carlo Conti che, da “cristiano democratico” come si è autodefinito, solo dopo la rinuncia di Pucci ha dichiarato: il caso è chiuso nel gran disinteresse perché con o senza il comico il Campo largo non si sarebbe ristretto e quello di destra allargato. Negare una batteria di battute a quelli che la pensano diversamente è un eccesso di presunzione e non è da servizio pubblico. L’appello finale della seconda carica dello Stato non ha trovato sponda, comunque cosa detta capo aveva: la satira non accetta censure. L’appunto del rauco “Gnazio” improntato all’umorismo, va valutato. La kermesse canora è pesante, Sanremo sarà pure Sanremo ma son solo canzonette: la prossima con Pucci, magari oltre far ridere ha pure una bella voce.
