L’ora dello scarso
Caffè Scorretto
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N el film dell’orrore al ralenti che è diventata la politica occidentale, la vittoria neonazi in Sassonia per ora è la scena più splatter. Ed è perfetta, perché oltre a dei cattivi da manuale c’è un’altra figura importante dei film de paura, anche più delle vittime sanguinanti: lo scarso. Cioè quel personaggio che d’un tratto proclama giulivo: “Dividiamoci!”. Oppure: “Cos’era quel cigolio? Vado a controllare”. E scatta il massacro.
In politica lo scarso è un leader inadeguato, ma soprattutto impacciato e compiaciuto. E infatti in Germania c’è Merz, che quanto a scarsezza è cintura nera. Non a caso era osteggiato da Merkel, consapevole che se fosse diventato cancelliere lo avrebbe detestato anche il parentado. Ma sarebbe ingiusto dimenticare l’ultimo, penoso Biden, o quel babbasone di Starmer, che sembrava pagato da Farage per sbagliarle tutte.
Ora: se ce ne accorgiamo noi, che sono scarsi, perché persistono? Per vanità? Per il potere? O proprio perché sono scarsi? E i partiti perché non reagiscono? E i militanti, i simpatizzanti, gli elettori? Non hanno più istinto di conservazione oppure prendono - prendiamo - ordini dalla Storia? Pensiamoci, mentre stiamo per scoprire se nell’Italia prevanniacciana si faranno le primarie per sceglierne uno di scarsezza weimariana o se invece - il sempre valido piano B - salterà su uno che strilla: “Presto, dividiamoci!”.
