Gli Stati Uniti non sono Trump. Mai gli Stati Uniti si sono identificati con il loro presidente. Anche quando qualcuno di loro ha occupato totalmente la scena. Come fa quello attuale. Non vanno confusi i rapporti tra gli stati con quelli personali dei loro governanti. Nei paesi realmente democratici, alla fine, sono i popoli i veri sovrani. I rapporti tra Stati Uniti e Europa sono saldi nonostante le bizzarrie di Trump e le risposte piccate delle cancellerie europee. L’Europa deve molto agli Stati Uniti. Senza il loro intervento le armate di Hitler avrebbero fatto del Vecchio continente un grande Reich disseminato di lager dove rinchiudere e assassinare i difensori dei diritti umani, della libertà, della democrazia. Senza la loro minacciosa opposizione il comunismo sarebbe diventato religione laica in tutto il Vecchio continente imponendovi un regime non meno tirannico di quello nazista pur nella diversità dei metodi e delle ideologie. Oggi il rischio si ripropone. Trump lo sa e, seppure con modi e parole irritanti, chiede la collaborazione dell’Europa. Il despota Putin e il dittatore Xi Jinping vogliono la fine dell’Occidente, della sua civiltà, della democrazia. Soltanto la forza economica e la minaccia bellica di Europa e Stati Uniti insieme saranno un deterrente. Anche per gli ayatollah. Perché non basta implorare Dio per essere protetti dalle ire di Allah.

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