L’appuntamento
Caffè Scorretto
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L ’occidente liberale e democratico, di cui facciamo parte, sembra immune dal rischio di regimi totalitari. Siamo vaccinati, abbiamo sviluppato anticorpi contro la tirannia. Ma se consideriamo la tirannia in senso traslato, ossia come esercizio oppressivo di un potere in ogni ambito della vita quotidiana, caratterizzato da prepotenza e imposizione della propria volontà senza rispetto per gli altri, allora anche noi dell’Occidente felix abbiamo un serio problema di libertà. Stiamo vivendo in un regime di nuovo totalitarismo, morbido ma pervasivo. É la dittatura della neolingua che minoranze organizzate impongono alla maggioranza tollerante e distratta, disposta a subire finché può crogiolarsi in un relativo stato di benessere. Il tiranno prima conquista il potere, poi impone un nuovo linguaggio. Prima la tirannia poi la neolingua. L’ideologo prima introduce la neolingua, poi la tirannia. Non quella degli stivali sul collo e delle torture ai dissidenti; ma quella soft delle parole dal significato capovolto. George Orwell l’aveva pronosticato. Nel tempo del politicamente corretto e della cancellazione della cultura che sta alla base della nostra civiltà, la sua visione distopica del futuro appare profetica e inquietante: nel XXI secolo, predisse, avverrà la mutazione della lingua per adattarla a nuove ideologie illiberali. Stiamo arrivando puntuali all’appuntamento.
