La quinta colonna
Caffè Scorretto
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I ncredibile: Nicola Gratteri è la quinta colonna di Giorgia Meloni. Una bomba politico-giudiziaria da spy story, dove lo spione è il capo del controspionaggio. Assurdo. Eppure me lo ha rivelato il signor N.N., che è fonte sicura. Più innamorato di Elly Schlein che della sinistra cui appartiene, egli è un accanito sostenitore del No al referendum sulla giustizia. Si dice che sia una testa d’uovo del Pd, un’eminenza grigia che conosce le segrete cose del partito. Politicamente lui e io dissentiamo su quasi tutto, ma siamo cavallerescamente amici. Ama cicchettare e talvolta, dopo un rosso a stomaco digiuno, si lascia andare a confidenze. Era in quello stato di mezza beatitudine quando, in vino veritas, mi ha fatto una sconvolgente confessione: Giorgia Meloni ha inviato nel campo largo un insospettabile kamikaze, il pm Gratteri, che si è fatto esplodere con una micidiale dinamite verbale. Alla mia incredulità ha opposto uno stringente ragionamento: Gratteri è persona di acuta intelligenza e gli faremmo un grave torto se pensassimo che con quel suo sproloquio intendesse agevolare il fronte del No; sapeva che le sue parole sarebbero state un boomerang, come attestato dai sondaggi del giorno dopo. Proprio questo egli voleva ottenere, e questo ha ottenuto: tutto programmato, tutto calcolato. A beneficio degli scalpitanti destrieri che stanno al governo. Parola di N.N.
