Sorridete al vicino che non vi saluta da anni: il passato è passato, avete fatto la pace. L’ha deciso Donald Trump, che non ha tempo per chiedere a voi e a lui se siete d'accordo. D'altra parte, mica The Donald si è attardato a parlarne con Putin e Zelensky.

La scena politica qui e altrove è commovente, verrebbe da piangere se non fosse comicità involontaria: poca sostanza, tanto avanspettacolo. I parlamentari italiani sgomitano davanti ai microfoni per dire bene o male della manovra economica, a seconda dello schieramento. Ma quando in aula il ministro Giorgetti illustra la legge di Bilancio, ad ascoltarlo sono in dodici. Più tardi il tutto esaurito: ben venti “eletti”. Dev’esserci sfuggito qualcosa, quando abbiamo votato per tagliare i parlamentari. O forse la buvette era chiusa.

Giorgetti ha spiegato ai quattro gatti presenti come il Governo intenda redistribuire i soldi che ci ha negato per quattro anni e la grana incassata con le accise sulla benzina, tutto in salsa elettorale. Inutile prendersela solo con Meloni: è la tradizione, la specialità della casa.

Che cosa c'è nel menu, stavolta? L'elemosina Irpef, via il bollo per le carriole e una spolverata di flat tax ai giovani. Per gli altri, la solita morsa del fisco amico degli evasori.

A pensarci bene, vista la minestra, a mangiarla in aula sono andati perfino in troppi.

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