La decadenza
Caffè Scorretto
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«L ’Occidente esiste, l’ho incontrato. E ora lo vedo scomparire». Questo è l‘esordio fulminante dell’ultimo libro di Michel Onfray, filosofo francese ateo e provocatore. Il titolo è suggestivo: «Camminare tra le rovine. Le sorgenti classiche della nostra civiltà». Mi è stata fatta questa domanda: «Perché torni periodicamente sul tema della decadenza dell’Occidente?». Perché mi pare che interessi a troppo poca gente. Voglio contribuire a svegliare con le piccole punture di spillo dei nostri “Caffè” le molte coscienze torpide che tra liti e faide politiche favoriscono i piani e le azioni di chi vuole cancellare la nostra cultura. La ricerca esasperata del benessere personale, anche a scapito di quello altrui, ci ha fatto perdere di vista ciò che sta oltre il confine dell’Occidente. Non ci accorgiamo o fingiamo di ignorare che una civiltà diversa dalla nostra sta dando l’assalto al nostro castello, che non è più una fortezza. Per insipienza e buonismo peloso stiamo accogliendo i cavalli di Troia degli invasori. Non abbiamo più la forza mentale e fisica di opporci; i sorrisi diplomatici tra noi e loro sono una maschera dietro la quale si giocano con cinismo i destini dei popoli. «Quando si scorge nei comportamenti dei popoli la decadenza dei fattori che hanno tenuto viva una civiltà, la diagnosi del tramonto è giusta e sicura». Libera traduzione da Oswald Spengler.
