Il vero ostacolo
Caffè Scorretto
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B astava usare bene le leggi esistenti. Lo dicono i soloni progressisti, a cominciare da Elly Schlein, con riferimento al decreto sicurezza. In linea di principio hanno ragione. Giusta osservazione cari compagni. La sottoscriveremmo tutti, ma c’è un ostacolo che ci impedisce di farlo: la magistratura. I magistrati non sono più i componenti di un ordine cui è demandata l’amministrazione della giustizia. Con la complice inerzia del parlamento sono diventati un potere, che vogliono esercitare. Da quando si sono suddivisi in correnti con etichette partitiche hanno perso credibilità. Spavaldi e temuti, nemmeno fingono di essere fuori e distanti dalla lotta politica. Sono entrati nell’agone. Non vogliono applicare le leggi, vogliono scriverle, modificarle, interpretarle con azioni di indagine originali e sentenze creative. La cosiddetta riforma della giustizia non li vede spettatori, come il loro ruolo di imparzialità gli imporrebbe, ma attori. Si sono apertamente schierati con l’opposizione di sinistra e contro il governo, suprema espressione dello Stato. Stanno agendo come un contropotere. Gli danno incondizionato appoggio, a nome dei loro partiti giustizialisti, il rosso-verde Bonelli e il grillo Licheri, avvocati d’ufficio che cicalano a vanvera. Ma con l’aria di chi discute di filosofia del diritto. Sono la conferma che non sempre dietro le parole c’è un pensiero.
